bugieChi ha sempre pensato che l’ansia da prestazione riguardasse esclusivamente la sfera sessuale, ora deve ricredersi. Sono tantissime le situazioni in cui ci troviamo a provare l’ansia da prestazione: un esame, un concerto, una sfilata, una discussione con il capo e, perché no, anche una “prima volta” in un luogo come la piscina, la palestra, l’ufficio. La nostra vita ci mette sempre dinnanzi ad una domanda delicata a cui spesso rispondiamo in maniera negativa: “Sapremo affrontare tutto questo?” No, no e no! Ecco come reagiamo noi dinnanzi a circostanze che ci bloccano, ci destabilizzano e ci fanno sentire quasi disadattati. Il pensiero pessimista successivo sarà rivolto al paragone tra se stessi e gli altri. “Perché lui ci riesce, mentre io sono bloccato in una situazione così difficile?”

I pensieri negativi avvolgono il nostro cervello come una specie di nuvola nera che non siamo in grado di mandar via. Più riflettiamo sul problema e più, incredibilmente, il problema diventa enorme e insuperabile. Le persone che soffrono di ansia da prestazione sono persone insicure, molto sensibili e sicuramente incentrate sul mondo esterno più che su loro stessi. L’approvazione va cercata sempre negli altri, in un voto all’esame, in un applauso, in un coro d’incoraggiamento.

L’ansia da prestazione è un problema relativo, poco invalidante rispetto alle ansie e agli attacchi di panico che sconvolgono totalmente la vita ma va controllata attraverso tecniche psicologiche cognitivo-comportamentali. Affidarsi ad un professionista è il primo passo per prendere alla leggere la propria vita e capire che nessuno di noi è un 10, un 9, un 8 o uno 0. Frasi come “Non riuscirò mai a far nulla nella vita” o come “Gli altri sono sempre migliori di me” ci faranno sprofondare in un baratro troppo profondo da cui poi diventa difficile uscire.

L’idea di sopprimere queste ansie è quella di lasciarsi andare completamente di fronte ad esse. Bisogna acquisire consapevolezza, amore per sé stessi e soprattutto fiducia nei propri mezzi e nelle proprie capacità. Se a prima vista questo può sembrare un traguardo irraggiungibile, si può partire dalle basi, cancellando le vecchie domande che ci si pone e chiedendosi, di fronte ad una qualsiasi situazione ansiogena : “Se l’hanno fatto gli altri, sarò capace anche io” oppure “Devo affrontarlo. Cosa mi potrebbe accadere di brutto? Nulla!”

La positività rende più sicuri, autonomi e soprattutto determinati. Lasciamo che le nostre ansie scompaiano di fronte a noi, pian piano e lentamente per lasciar spazio alla voglia di rischiare, di provarci e, di conseguenza, di vivere.