2Se avete letto “Piccole Varianti sulla fine di un amore” è quasi d’obbligo leggere anche “Partitura per la mia bocca per la tua pelle”. In realtà si tratta di un dittico. Ma i due libri possono essere anche letti da soli separatamente ed essere indipendenti uno dall’altro.

La storia si ripete: mal d’amore, l’amante, le stanze d’albergo, bende e lui che corre da lei quando può (leggi: quando vuole), lei che è li che lo aspetta sempre, la musica, le collane di perle lunghe fino ai piedi, il rossetto Chanel….

La città Zurigo che ricorre come una “maledizione” lascia un pochino di spazio anche a Parigi, la musica  c’è sempre a fare da sfondo a questo amore così travolgente e così maledettamente doloroso, stavolta che la suona è lui, l’uomo del desiderio, l’uomo che non deve chiedere mai. L’uomo che ti stordisce di passione e poi all’improvviso sparisce e non dopo averti preso dignità, testa, cuore, corpo, non ti da nemmeno una cacchio di ultima serata, o mattinata, o pomeriggio, cosa importa il momento della giornata? tanto è al buio di un albergo.

Un libro piccolo piccolo ma capace di racchiudere nelle sue pagine tanto desiderio, tanta passione, tanto dolore. La storia stupisce nel finale e se avete letto “Piccole Varianti sulla fine di un amore” vi stupirà ancora di più e potrete vagare con la mente ed immaginare le due storie che si collegano come una sorta di destino, come un fiume che, alla fine confluisce sempre nello stesso posto…