il mattino che non saIl pomeriggio conosce cose che il mattino nemmeno immaginava

Inizia così questo  affascinante libro, come affascinanti sono i suoi protagonisti. Lei, Anna, esuberante, brillante, testarda, piena di vita e lui, Manfredo, colto, raffinato, pacato ed estremamente interessante. Un uomo di altri tempi, Manfredo, una donna attuale e di successo, Anna.

Le loro vite si incontrano per un concatenarsi di coincidenze e da quel momento nulla è più uguale per nessuno dei due. Potrebbe sembrare una storia di amore come tante ma non lo è, e non solo perchè Anna è nel pieno della vita e Manfredo è invece ormai anziano e malato. Ma anche perchè i loro modi di vivere l’amore sono straordinariamente differenti, difficile dire qual’è giusto e qual’è sbagliato, sono solo diversi.

Il loro amore, scandito da fumanti tazze di the, è condito dal profumo dell’oceano di Palmera dove Anna fugge appena può per incontrare Manfredo ed è intervallato dal ritorno di Anna nella sua caotica mansarda in Italia dove vive con il marito, Alvise, un’ombra silenziosa e rassicurante che nulla chiede, nulla sospetta, c’è e basta.

Un amore puro quello tra Anna e Manfredo, un amore platonico e forte, fino a che…..fino a che non sopraggiunge il pomeriggio con quello che conosce. L’amore di Anna viene messo a dura prova e la sua fiducia nei confronti di Manfredo vacilla.

Il passato torna prepotente e rumoroso e solo un amore forte e saldo può resistervi. Ma forse Anna questa sicurezza non ce l’ha e in lei predomina il lato umano, quello che ha bisogno di fugare i dubbi, i sospetti.

E così il vaso cinese, il vaso Quing, si rompe e, seppure lo si può incollare, il proprietario saprà sempre che ci sono delle impercettibili venature celate dai vivaci colori.

“Il mattino che non sa” è un libro che parla di amore, l’amore che fa comprendere solo guardandosi negli occhi, l’amore per la cultura, l’amore per i libri, l’amore per la poesia, l’amore per il mare, l’amore per il the, l’amore per la vecchia casa abbandonata dove si è cresciuti, l’amore che non ha bisogno di parole, l’amore che in un vecchio vaso rotto pieno di venature trova il modo di trasformare un difetto in un tesoro.