krikiaIl made in Italy non attrae solo ed irrimediabilmente le fashion victims di tutto il mondo ma anche le aziende estere che, il più delle volte, non vedono l’ora di metter le mani su un patrimonio ricchissimo e dalla storia secolare come quello italiano.

Se l’artigianato italiano, anche nel mondo della sartoria, è sempre stata un vanto per il nostro Paese, oggi viene quasi svenduta all’estero perché tasse e crisi economica non lasciano speranze per il futuro. Anche Krizia, il noto marchio di abbigliamento di Mariuccia Mandelli fondato nel lontano 1957, ha ceduto e deposto le armi in favore di un mercato florido come quello cinese.

Economia estera e sartoria italiana ormai insieme

Il gruppo di moda è stato venduto alla Shenzen Marisfrolg Fashion, un’azienda che opera nel settore del pret a portèr di fascia alta, con negozi situati nelle più prestigiose città asiatiche. Secondo la fondatrice di Krizia, la ormai 90enne Mariuccia, questo nuovo capitolo della storia dell’azienda riuscirà a far conoscere Krizia in tutti i mercati internazionali, con un prestigio ancor maggiore rispetto al passato.

Questo passaggio di proprietà di Krizia avverrà entro aprile 2014 ma la prima collezione, che avrà come direttore creativo e presidente del board Zhu Cong Yun, debutterà solo nel 2015, durante la settimana di Milano Moda Donna che si svolgerà nel mese di febbraio. A differenza della storia di circa mezzo secolo di Krizia, il gruppo cinese Shenzen Marisfrolg Fashion è attivo solo dal 1993 ma è già una delle cento aziende che operano nel settore moda più grandi e famose della Cina.

Il made in Italy sostituisce il made in China?

Il nuovo direttore creativo Zhu Cong Yun si dice attratta così tanto dal made in Italy da voler lasciare la linea distintiva di Krizia anche nei prossimi anni, con delle collezioni che diano ampio spazio ai dettagli e ai tessuti pregiati, per uno stile inconfondibile. I nuovi negozi di Krizia, poi, aprirebbero a Pechino, a Shangai, a Shenzen, a Guangzhou e a Chengdu oltre ai poli più importanti negli Stati Uniti d’America, in Europa e in Giappone. L’anima di Krizia sarà dunque conservata attraverso gli anni da questa giovane stilista che si è sempre distinta, nel corso degli anni, per il suo gusto ineccepibile in fatto di moda. Che sia la volta buona che il mercato cinese apra le porte alla vera sartoria italiana? Ai posteri l’ardua sentenza.