arton66534Avete mai indossato i panni dell’amante? Oppure avete mai indossato i panni della moglie tradita? Magari avete provato entrambi i  ruoli ma “il passato di amante” continua ad essere un’ombra nella vostra vita? Beh in ognuno di questi casi non illudetevi di avere l’esclusiva del dolore, del malessere, dell’amore dell’uomo soprattutto: non avete nulla di tutto ciò. Semplicemente la vostra è una storia come tante altre. Questo libro “Amo te… starò con lei per sempre” è una vera e propria rivalutazione delle amanti, tanto scansate, tanto criticate ed odiate. E la è anche dei mariti, troppe volte considerati “vittime” della gatta morta di turno.

Un tempo (o forse anche oggi) le chiamavano le “rovinafamiglie”, erano coloro che subentravano di forza con artifizi e raggiri nel felice nucleo famigliare e ne intaccavano la felicità. E lui, l’uomo, la vittima del raggiro finiva, povero lui, a letto con l’altra ed era costretto a mentire ad entrambe, amante e moglie.

La moglie per contro, poteva reagire in diversi modi: girarsi dall’altra parte aspettando che l’artifizio terminasse (perché sapeva che prima o poi sarebbe terminato) oppure poteva mettere il marito di fronte alla realtà mostrandogli tutta la serie di prove che abilmente aveva raccolto: il capello biondo sulla giacca, il segno del rossetto sulla camicia, lo scontrino per due del ristorante. Oppure, e questa è la peggiore, poteva prendere il telefono e minacciare l’altra, la “rovinafamiglie”: “lascia in pace la nostra famiglia! t….a che non sei altro!”

“Amo te starò con lei per sempre” fa capire in modo molto piacevole che, storpiando un titolo di Umberto Tozzi, “l’amante siamo noi”, ossia potremmo essere anche noi, l’amante è la nostra cara amica, la vecchia compagna di banco, la vicina di casa con la faccia pulita, nostra zia. Nella maggior parte dei casi le amanti sono le vittime. Sono coloro che vengono raggirate, che cascano nella trappola di furbi uomini capaci a recitare la parte. I veri colpevoli sono proprio loro: gli uomini che riescono a mentire anche a loro stessi, a tradire soprattutto loro stessi ed a interpretare quella spiacevole, antipatica, viscida parte dell’uomo trascurato dalla moglie, che improvvisamente si innamora dell’altra, che vorrebbe mollare tutto per lei ma che, aimeh, ha i figli ancora troppo piccoli, per ora, ma poi cresceranno ed allora….

Le storie che si intrecciano in questo libro danno da pensare: le amiche che si rincontrano e che raccontano le loro storie che non sono poi tanto diverse tra loro, da chi ha recitato il ruolo dell’amante a chi si aspettava di dover interpretare quello della moglie tradita dando per scontato il suo destino per poi capire che il suo uomo, suo marito, non faceva parte della categoria di “coloro che tradiscono”, da chi non riesce a “scollarsi di dosso” il ruolo dell’amante nemmeno dopo essersi sposata a chi ancora aspetta il messaggio dell’ex.

Camilla Ghedini e Brunella Benea, le divertentissime autrici di questo libro hanno saputo dare, con una leggerezza ed un’efficacia incredibili, l’idea di come questo ruolo tanto scomodo possa essere rivalutato, addirittura chiedendo di istituire la Giornata Nazionale dell’Amante. Una giornata che, se ci pensate bene, non ha dell’incredibile come potrebbe apparire al primo impatto. Non c’è forse la giornata di San Valentino? ecco vediamo se nell’occasione di questa, speriamo nuova giornata, i ristorantini saranno ugualmente pieni, o se anche in questa occasione le festeggiate (o i festeggiati) dovranno restare nell’ombra ben nascosti come educazione suggerisce.