Non c’è alcun dubbio che il viso costituisce per ognuno di noi e per la società odierna, sempre più incline all’immagine, la principale cartolina di presentazione.

Più di ogni altra parte del corpo, il viso parla di noi, trasmette inequivocabilmente i nostri stati d’animo e il numero delle nostre primavere, ci informa su miseria e nobiltà del nostro umore.

C’è una particolare parte del viso, a cui è molto difficile mentire, parliamo dello sguardo, esso riesce a trasmettere le profondità del nostro intelletto e del nostro cuore; le espressioni facciali passano dai muscoli del viso, che insieme allo sguardo e ad altre zone della faccia, completano al nostra espressività, ma anche il nostro fascino, insomma, la bellezze e nostra comunicazione con tutto ciò che ci circonda passa in gran parte attraverso il viso, pertanto, avere buona cura di esso, significa, avere cura del nostro rapporto col mondo.

Questa breve premessa, assolutamente necessaria, serve a farci comprendere quanto sia protagonista il nostro Viso e quando sia importante prendersi cura di esso, tramite delicate e per certi versi complicate procedure di Medicina e la Chirurgia estetica del viso.

Quanto è importante scegliere un valido professionista di Medicina e la Chirurgia estetica ?

Purtroppo assistiamo, sempre più alla saga degli obbrobri estetici: nasi improbabili, visi stirati come un palloncino gonfiabile, bocche estremamente volgari, occhi e sguardo innaturali, zigomi deformi e gonfi, asimmetrie del viso, e molto molto altro…

Questa non è la vera medicina e chirurgia estetica del viso!

Potrebbe essere un tentativo di assecondare delle mode transitorie o dei desideri fuorvianti del paziente?

Oppure la semplice realizzazione di una tecnica chirurgica o di una metodica di medicina estetica, studiate a tavolino ed applicate senza grande esperienza e senza tenere in alcuna considerazione le intrinseche, peculiari caratteristiche del viso in questione.

Senza considerare il fatto che compito principale del professionista estetico dovrebbe essere quello di creare armonia, simmetria, gradevolezza, bellezza.

Il buon modus operandi

La vera, grande rivoluzione del moderno approccio all’estetica del viso, sia in ambito medico che chirurgico, consiste e consisterà sempre più nel riuscire ad intervenire evitando che si noti.

Ritoccare, sollevare, riempire, armonizzare, ridurre, aumentare … come se non si fosse intervenuti.

Regola principale di una buona metodica è: non far notare ciò che si è fatto.

Ridare ad un viso la possibilità di mostrare i propri punti di forza, le proprie unicità cercando di nascondere, con prudenza, eventuali inestetismi.

Per questo motivo non è possibile proporre, in ambito estetico, semplicemente un lifting, un peeling, una blefaroplastica, una rinoplastica, un trattamento con fillers, fili o tossina botulinica.

Di volta in volta ognuna di queste metodiche andrà “adattata” alle reali esigenze e possibilità di manipolazione del materiale grezzo che ci accingiamo a trattare.

Il medico estetico o il chirurgo non adotteranno mai una metodica standard per affrontare tutti i casi ma cercheranno di trattare ogni caso impiegando la metodica prescelta nei limiti imposti non dalla stessa ma dal senso e dal buonsenso estetico, che vogliono la fisionomia di una donna o di un uomo di 60 anni, ben diversa da una di 30 o 40.

Le rughe non sono sempre da considerare un inestetismo, infatti le perfette rotondità della giovinezza ottenute magari attraverso un lifting troppo accentuato, stonano ad una certa età.

Volumizzare delle labbra in eccesso, rispetto al resto del viso, non significa abbellire ma procurare asimmetria e inestetismo, spesso considerato volgarità.

Ma veniamo brevemente ai dettagli.

In caso di richiesta di blefaroplastica, verrà posta la massima attenzione onde non eccedere nella asportazione della cute in eccesso, sia alla palpebra superiore, ma soprattutto a quella inferiore per non rischiare l’esposizione della congiuntiva, creando degli inestetici occhi rotondi con sguardo innaturale.

Altra cosa che non si dovrebbe assolutamente fare in caso di “borse” , è eccedere nella asportazione del grasso perioculare e creare in questo modo uno sgraziato occhio scavato.

Nel trattamento della palpebra superiore sarà sempre importante valutare la situazione del sopracciglio in modo tale che quando questo sia particolarmente cadente, risulterà opportuno proporre una concomitante correzione dello stesso mediante l’esecuzione di un lifting diretto o indiretto attraverso la cresta temporale.

Questo ci permetterà di avere un occhio leggero, naturale e uno sguardo aperto.

Spesso, specie a carico della palpebra inferiore sarà necessario non tanto asportare materiale ma piuttosto iniettarlo, utilizzando lo stesso grasso naturale della paziente o un buon filler reperibile sul mercato.

Che dire della rinoplastica?

Non esiste il naso perfetto ma il naso che meglio si adatta al viso che lo porta.

Si dovrà certamente asportare una buona quantità di setto per abbassare una evidente “gobba” o ridurre generosamente le cartilagini alari, trovandoci di fronte ad una punta particolarmente ingombrante, ma ricordandoci sempre che tutto quello che viene tolto, ottiene come risultato anche un indebolimento della struttura di sostegno del naso e che tutto ciò avrà ripercussioni future sia sull’estetica che sulla funzionalità dell’organo.

Quindi, prudenza!

Due parole sulla malaroplastica ovvero la plastica degli zigomi.

E’ certamente vero che riproporre o creare una corretta rotondità del profilo zigomatico costituisce un cardine dell’estetica del viso, ma se cercate quegli zigomi, tutti pressoché uguali, “da pugile”, come se ne vedono in giro in grossa quantità, meglio non rivolgersi a un buon Chirurgo estetico, perché non vi asseconderà.

Come sempre, il troppo storpia!

Si può ben dire che il lifting rappresenta l’intervento di chirurgia estetica che più di tutti impatta sulle caratteristiche generali di un viso.

Si tratta, proprio per questo, di chiedersi il grado d’impattamento desiderabile.

Vedere certi visi, anche di persone famose come gli attori o i creatori di moda, che svolgono attività molto in comune con l’estetica, stirati a dismisura, privi di vera espressività, statici e innaturali, non rende giustizia alle vere potenzialità di questo intervento.

Un buon lifting, non deve essere a tutti i costi a caratterizzato da trazione eccessiva, nella ricerca di una illusoria mancanza di segni del tempo, ma in armonia con l’età della paziente, una dolce e proporzionata, “ritensione “ dei tessuti trattati.

Ancora una volta, se il lifting eseguito sul viso di una persona, risulta immediatamente evidente e notato dalle persone che frequentiamo e che osservano, a nostro parere e con molta probabilità significa che qualcosa nella procedura estetica applicata, non e andata a buon fine, quindi quello che si è fatto non è esteticamente valido.

In caso di intervento di lifting, verrebbe da dire che il meglio è veramente nemico del bene e il bene, non è cercare di togliere a qualunque costo e con eccesso gli anni, ma di ridurre quasi mimetizzando, gli inestetismi e i segni del tempo, armonizzando senza eccedere, l’intervento estetico mirato a ridarci una bellezza persa, ma  naturale.

Quindi l’intervento di lifting va operato, rialzando un po’ la guancia che cade e provoca l’odiato bargiglio, ridando una migliore linea alla mandibola, riducendo le più grossolane pieghe del collo o le più evidenti rughe laterali dell’occhio chiamate zampe di gallina, ma tutto questo senza voler strafare, nel rispetto dell’età della paziente.

Ecco un bel concetto che andrebbe insegnato a chi fa il medico o il chirurgo estetico: il rispetto dell’età dei nostri pazienti.

E quando la chirurgia viene rifiutata, per paura o per altri motivi, sappiate che allora la medicina estetica può dispiegare tutte le proprie armi con risultati, a volte, impressionanti:

  • riempimento delle rughe più profonde con fillers come l’acido ialuronico, sempre più performanti e sicuri, ma anche di quelle più superficiali con differenti materiali;
  • l’inserimento di fili della bellezza come ristrutturanti o capaci di compiere trazioni sui tessuti che mimano l’esecuzione di un lifting;
  • trattamenti cosiddetti biorivitalizzanti che prevedono l’uso di cocktails di sostanze capaci di stimolare le nostre cellule deputate al mantenimento della bellezza,
  • i fibroblasti, a riprendere il loro lavoro innescando così una vera terapia Anti–aging,
  • migliorare in maniera spettacolare il terzo superiore del viso, e non solo, impiegando una sostanza come la tossina botulinica che se liberata dalle paure che la circondano, riesce a dare incredibili soddisfazioni.

L’elenco potrebbe continuare ancora ma non è quello il vero scopo di questa breve relazione.

Il vero scopo è sottolineare che anche per quanto riguarda queste ultime metodiche elencate della medicina estetica, come per tutti gli interventi di chirurgia estetica, vige una regola fondamentale: non voler strafare.

Non promettere e cercare l’impossibile.

Rispettare per quanto possibile le caratteristiche strutturali, le peculiarità e l’età dei volti che si decide di curare.

Il medico estetico ed il chirurgo estetico non devono mai dimenticare di essere, per prima cosa dei medici.

Dott. Pietro Pace