Sono ormai passati 70 anni da quando Frances Gerety, nel 1947, inventò lo slogan pubblicitario più famoso del ‘900: “un diamante è per sempre”. Lo slogan della celeberrima pubblicità della De Beers ha funzionato fino a oggi, imponendosi per decenni e decenni come una delle migliori iniziative di marketing della storia.

Nonostante più di una voce abbia cantato “la morte dei diamanti” e i commentatori di costume insistono sul fatto che le nuove generazioni non li amino con altrettanta intensità delle precedenti, i diamanti rimangono tra i regali più apprezzati che una donna possa ricevere.

Diamanti: una storia troppo lunga?

I gioielli e le pietre preziose sono ancora importanti come un tempo? Molti credono che non sia più così. Come mai? Lo spirito dei tempi è cambiato e i modi in cui possiamo spenddere i nostri soldi è drammaticamente aumentato. I diamanti hanno senza dubbio una concorrenza che prima non avevano. Ma allora, delle due, ne deve una sola: un diamante è per sempre oppure il tempo dei diamanti è finito? Cerchiamo di fare chiarezza.

Un recente articolo dell’Economist ha sostenuto, facendo molto discutere, che i millennial hanno ucciso i diamanti. Secondo alcuni è perché mangiano troppi toast all’avocado, ma probabilmente la soluzione è un’altra. I millennial, ovvero quella generazione nata dal 1980 alla metà dei ’90 che è diventata adulta con il volgere del nuovo millennio, ha cambiato completamente le regole del marketing. Sono, infatti, la prima generazione ad aver iniziato ad usare internet in tenera età.

Il futuro dei diamanti inizia da una nuova experience?

La tendenza individuata da alcuni osservatori è che la generazione dei giovani adulti non sembra interessata agli oggetti di consumo, che ritengono essere una ossessione sbagliata dei loro genitori, quanto, piuttosto, preferisce spendere i suoi (pochi) soldi in esperienze come corsi, viaggi, attività culturali e, naturalmente, cene al ristorante in ncui fotografare e condividere ogni portata.

Forse non sono i millennial ad aver ucciso i diamanti. Forse sono le aziende che li producono e li commerciano a esser rimasti indietro rispetto allo spirito dei tempi. Il mercato dei diamanti, oltre che a importanti questioni come la sostenibilità della provenienza e le bolle speculative a cui sono ciclicamente sottoposti a causa delle aziende che ne controllano più di metà nel mercato, ha faticato ad aggiornarsi alle nuove tecnologie e ai nuovi mezzi di comunicazione, preferendo, invece, cullarsi sulle spalle di un glorioso passato.

La C più importante: Cut, il taglio

I diamanti si valutano con la regola delle 4 C. Che in inglese stanno per:

  • Clarity: purezza
  • Color: colore
  • Cut: taglio
  • Carat: peso in carati

Tra le 4 C di cui bisogna assolutamente tener conto quando si vuole comprare un diamante, quella che più ci preme discutere è quella di Cut, ovvero il taglio.

Il taglio più famoso è quello a brillante, conosciuto anche come taglio rotondo. La sua forma iconica è quella più conosciuta. Già noto ai tagliatori veneziano del XVI secolo, questo taglio è stato perfezionato nel 1919 da sir Marcel Tolkowski, che individuò le precise proporzioni matematiche per esaltare la brillantezza della gemma massimizzandone la capacità di riflettere la luce, pur eliminando nelle operazioni di taglio fino al 60% della pietra. La forma ideale del diamante, dunque, ha quasi compiuto 100 anni.

Oltre la classicità: i diamanti nel terzo millennio

Il taglio rotondo, lungi dall’essere superato, deve tuttavia trovare il giusto contesto. Non acquistate alla cieca. Se volete acquistare un diamante, vi consigliamo di fare prima le vostre ricerche. Oppure potete rivolgervi a un professionista in grado di aiutarvi nella scelta. Le pietre che trovate in una gioielleria specializzata, come i diamanti Sarnioro, sono di origine certificata e vi verrano presentati in tutta completezza, nei tagli e con le montature più vicini al vostro gusto. Tagli classici, come quello a cuore, a meno di una creatività straordinaria del designer, difficilmente possono colpire l’immaginazione delle ragazze di oggi. Tuttavia, esistono anche altri tagli e formati, come quello a cuscino, a smeraldo o ancora il taglio princess. Questi tagli, accomunati da un design più quadrato rispetto alle linee curve che si cercavano nel passato, sono oggi resi più fattibili dalle nuove tecnologie di taglio. Rappresentano, senza dubbio, una soluzione più moderna, in grado di stimolare anche il pubblico più giovane.

Allora, parafrasando Marilyn Monroe, possiamo chiederci se i diamanti siano ancora i migliori amici delle donne. La verità è che i diamanti stanno bene e semplicemente hanno bisogno di un aggiornamento della loro strategia pubblicitaria. Le proprietà del diamante, infatti, sono davvero uniche e il loro fascino, pur senza tempo, deve saper essere apprezzato, magari con un taglio non classico e una montatura originale.