Quando leggo un libro, quando guardo un film, mi affeziono quasi sempre alla protagonista meno fortunata, alla più “sfigata” per capirci. Faccio il tifo per lei, mi commuovo davanti ai suoi pianti, mi appassiono alla sua storia magari travagliata, ai suoi dolori, la ammiro per come si tira fuori dai problemi. D’altronde è la/il protagonista e tutti noi vogliamo leggere o vedere una bella storia.

Poi, per contro, vorrei una vita tranquilla, pacata e magari mi lamento se mi passano davanti alle poste o se mi succede un qualsiasi contrattempo.

Quindi? Quindi voglio una storia per gli altri e non per me? Il libro di Francesca Sanzo mi ha fatto riflettere su questo. Mi ha fatto pensare “ma se fossi io la protagonista?” beh ne avrei cose da raccontare, eccome se ne avrei…

Storie di dolori, di sofferenze ma anche di gioie, di piccole e grandi soddisfazioni. ‘Cipicchia se ne avrei da scrivere!

Io amo leggere, e quindi già possiedo uno dei presupposti per scrivere la mia storia. L’altro, avere qualcosa da raccontare, lo possediamo tutti, perché tutti abbiamo la nostra storia e tutti possiamo scriverla. In “Tu sei la tua storia” Francesca ci insegna come farlo. E lo fa in una maniera nuova, creativa, entusiasmante ed efficace.

Gli esercizi che propone sono volti a farci riaffiorare ricordi, a metterli in ordine, ad elaborarli. Ed è fantastico (non trovo espressione migliore) vedere come funzionano. Io li ho eseguiti ed assieme alle mie “macro vicende” sono riemersi ricordi che, peccato per me, avevo messo in un cassetto.

Come quella volta che caddi rovinosamente durante una gara di atletica ma incurante della enorme ferita alla gamba mi rialzai tra l’entusiasmo dei miei compagni e continuai a correre arrivando terza.

Cavolo come mi sono piaciuta in questo ricordo. Chissà perché l’avevo rimosso…

Quella che sono oggi, una donna bionda, svampita, sempre spettinata ed un po’ esaurita con due figli è il risultato di tutte le esperienze che ho vissuto anche di quella gara di atletica. Esperienze che avrei una gran voglia di raccontare, perché ho capito che la mia storia vale la pena di essere raccontata, così come quella di tutti noi.

Nel libro di Francesca Sanzo, autrice che ho già avuto modo di apprezzare con il bellissimo “100 chili sull’anima” ci sono esercizi, ci sono spiegazioni e metodi ma mi pare riduttivo definire il suo libro “una guida”. Non è una guida ma piuttosto una sorta di chiave per imparare a leggere noi stessi.

Noi che viviamo la vita ogni giorno con quello che la vita propone, cose belle e cose brutte, cose che possiamo raccontare così da renderci protagonisti, si, delle nostre vite ma anche di un libro. E se sei protagonista di un libro, beh allora significa che la vita che stai vivendo è proprio una vita interessante,  qualcuno la leggerà, i tuoi nipoti un giorno la leggeranno, in quel libro qualcuno leggerà dei tuoi cari, presenti e non, delle tue passioni, dei tuoi desideri, dei tuoi sogni, delle tue paure. Qualcuno riderà ai tuoi aneddoti, piangerà per i tuoi dolori, a qualcuno darai forza, sostegno, per altri sarai un esempio, ad altri ancora infonderai coraggio.

Non è fantastico cosa possiamo fare con la nostra storia, con la nostra vita?

Scrivere di sé stessi aiuterà soprattutto chi scrive, che rileggendosi potrà  trasformare l’io che si narra in un io protagonista e potersi rileggere rappresenta senza dubbio una potentissima terapia.

Fissiamo su carta le nostre vite e tra le pagine di un libro diventeranno immortali.