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La terra ferma? Preferisco l’acqua!
Se ti è mai capitato di avere dei forti dolori mestruali calmati da un bel bagno caldo, allora conosci già i miracolosi effetti dell’acqua.
I ricercatori hanno dimostrato che l’immersione del nostro corpo in acqua, stimola l’organismo a produrre l’ormone “del benessere”, l’endorfina, che aiuta a rilassarsi.
Questo tipo di ormone, ha anche la funzione di stimolare le contrazioni. Spesso si sente parlare di donne che hanno partorito in acqua in meno di un’ora.
Ma questo non è il solo vantaggio del parto in acqua.
Le proprietà di galleggiamento dell’acqua ci permettono di assumere la posizione eretta più facilmente in modo da aprire meglio la pelvi ed offrire al bambino più spazio per uscire.
Alcune donne appoggiano la schiena contro il bordo della vasca, mentre altre si accovacciano con le ginocchia piegate appoggiando le mani al bordo (l’effetto galleggiante dell’acqua ti aiuta molto).
Hai anche meno probabilità di riportare una lacerazione del perineo e avere così bisogno di punti di sutura (un’ottima ragione!). Molte donne dicono che il parto in acqua crea un’atmosfera più rilassante per il bambino che nasce.

LE CONDIZIONI BASILARI

Se pensi che il parto in acqua faccia al caso tuo, devi sapere che ci sono alcune norme stabilite dagli ospedali che offrono questo tipo di parto.
Prima di tutto c’è bisogno che la gravidanza non abbia avuto nessun tipo di complicazione, non deve trattarsi di parto pretermine e il travaglio non può essere indotto.
La maggior parte delle strutture sanitarie, scoraggia il parto in acqua nel caso il bambino si trovi in posizione podalica o si tratti di un parto gemellare. Non può essere impiegata l’anestesia epidurale. Parla al tuo ginecologo il prima possibile dell’eventualità di un parto in acqua, alcuni ospedali offrono dei corsi prenatali per questo tipo di parto.
Se stai pensando ad un parto in acqua all’interno di una struttura ospedaliera, ricordati che non tutti gli ospedali dispongono di una vasca per il parto e anche nel caso in cui ne dispongano, non è detto che sia libera il giorno e il momento in cui ne hai bisogno.
L’alternativa potrebbe essere quella di noleggiarla, se stai pensando piuttosto ad un parto in casa, ma questa non è una pratica molto diffusa in Italia. Se riesci, ordinala almeno otto settimane prima della scadenza del termine per il parto e, nel caso tu abbia una casa disposta su due livelli, è consigliabile posizionare la vasca al piano terra, considerando che normalmente, quando è piena, arriva a pesare circa 1.500 Kg.
Per riempirsi, sono necessarie all’incirca 4 ore ed è quindi importante organizzarsi per tempo. Discutine con il ginecologo per poter contattare un’ostetrica che ti assista in caso di bisogno.

QUANDO ENTRARE NELLA VASCA

Puoi avere il travaglio e partorire in acqua oppure uscire dall’acqua quando è ora di spingere. Gli esperti consigliano di aspettare una dilatazione di almeno 4 o 5 cm prima di immergersi nell’acqua, diversamente rischi di rallentare e bloccare il travaglio.
Puoi galleggiare e assumere qualsiasi posizione tu preferisca e la persona che hai scelto per assisterti durante il parto, può entrare con te nella vasca e starti vicino (in questo caso ricordagli/le di portare il costume da bagno!).
Il bambino sarà monitorato con uno schermo portatile e durante il travaglio potrebbe essere necessario uscire fuori dall’acqua per qualche minuto in modo che l’ostetrica possa controllare le tue condizioni.
I bambini possono nascere direttamente sott’acqua senzaalcun pericolo. Finchè saranno collegati alla madre attravrso il cordone ombelicale, riceveranno direttamente l’ossigeno necessario senza bisogno di respirare; almeno finchè l’aria di un ambiente esterno non gli sfiorerà il viso.
Una volta che la testa sarà fuoriuscita, in attesa della contrazione finale, vedere la testa del bambino completamente immerso nell’acqua potrebbe essere una sensazione non del tutto confortevole, ma è bene sapere che non corre assolutamente nessun pericolo.
Solo nel momento in cui il suo viso uscirà dall’acqua, il bambino farà il suo primo respiro.