sale iodatoMangiare bene, con varietà ed in maiera equilibrata. Questo è il modo più naturale ed efficace che hai per assicurarti tutti gli elementi di cui hai bisogno per stare in piena forma.
Un elemento essenziale nella dieta di una gestante è lo iodio, la cui carenza può provocare conseguenze negative per lei e per il suo bambino. Lo iodio è un minerale scarsamente contenuto nei cibi, capace, in situazioni di estrema carenza, di provocare disturbi nello sviluppo del feto, fino ad arrivare, in casi gravi, al sordomutismo ed al cretinismo.
La sua carenza è dannosa per tutti, in modo particolare durante e dopo la gravidanza, per la sua incidenza sullo sviluppo del feto e del bambino. Recenti studi hanno evidenziato che una dieta povera, non varia, che esclude prodotti marini, ha più probabilità di generare problemi nelle capacità uditive del bambino o nel suo apprendimento.
Però non vi allarmate: l’uso del sale iodato, l’alimentazione varia e la presenza regolare di pesce a tavola, sono sufficienti per assicurarsi la dose necessaria.
La iodurazione del sale per consumo umano e animale, incluso quello usato nell’industria alimentare, è stato un passo decisivo per sradicare nel mondo le disfunzioni da deficienza di iodio.

LE GIUSTE DOSI
La quantità di iodio richiesta aumenta nelle donne incinte per due ragioni.
Da un lato i cambiamenti avvenuti sul metabolismo rendono necessario una produzione maggiore di ormoni. Dall’altro il bambino ha bisogno di una fonte di iodio che sarà quella della madre.
A ciò occorre aggiungere il problema della madre che perde molto iodio attraverso l’urina. Dunque le necessità raddoppiano quasi. Se gli adulti hanno bisogno di 150 mg di iodio, le donne in gravidanza ne devono assumere 175 o anche 200 mg al giorno.

IN CASO DI ECCESSO
E’ molto difficile che si possa verificare un eccesso di iodio a causa dell’alimentazione della madre, anche se si usa sale iodato o integratori di vitamine e minerali che lo contengono; non sono noti  casi di tossicità per lo iodio naturale.
Non è difficile, invece, che si verifichi a causa di determinati farmaci e disinfettanti iodati. Le quantità di iodio che possono essere dannose durante il periodo prenatale sono da mille a dieci mila volte superiori a quelle assimilabili attraverso l’alimentazione della madre.
L’effetto di un eccesso di iodio sul feto può essere negativo.
Occorre tenere conto che non essendo maturata la capacità della tiroide del piccolo per difendersi dagli eccessi, può accadere che la ghiandola si blocchi e smetta di produrre l’ormone tiroideo.
Più è grave, più è prematuro il bambino.
Per evitare che accada è importante non usare disinfettanti iodati (come il Betadine) perchè contengono questo minerale in quantità eccessiva e pur non avendo conseguenze per la madre, potrebbero averne per il piccolo.
Sono pericolose anche le prove radiologiche a contrasto iodato.

A COSA SERVE?
La produzione d’energia, la crescita, lo sviluppo celebrale, la funzione nervosa dei muscoli, la parola, la salute dei capelli e dei denti, la rigenerazione della pelle… Tutto questo funziona come una macchina precisa quando la tiroide è dotata dello iodio  necessario per compiere i suoi obiettivi e, di conseguenza, tutto si rallenta quando lo iodio scarseggia.

E SE VIENE A MANCARE?
I sintomi di una carenza di iodio si manifestano a diversi livelli, dai moderati ai seri: capelli e pelle secca, affaticamento, mancanza d’appetito, problemi d’udito, apatia, lentezza fisica e mentale ed aumento della ghiandola con un ingrossamento del collo.