Farmaci in gravidanzaQuando si è in dolce attesa, la tutela della salute diventa un fatto prioritario; per questo motivo l’argomento dei farmaci in gravidanza diviene ancora più delicato da affrontare, specie se ci si trova nel primo e nel terzo trimestre.
L’ideale sarebbe non farne uso, ma non sempre la cosa è possibile. Ecco perchè è necessario un dialogo costante col ginecologo di fiducia per non incorrere in eventuali malformazioni fetali o intossicazioni, anche perchè non c’è una regola fissa per l’assunzione di farmaci, né tutti i farmaci sono proibiti durante i nov mesi.
Non si può, comunque, escludere completamente il trattamento con farmaci, qualora la gestante soffra di una malattia cronica. Per questo motivo, ho pensato di riassumere le patologie  più frequenti che possono comparire in una donna incinta e i farmaci maggiormente utilizzati.

A SECONDO DEL PERIODO
Prima di capire quali sono i “farmaci si” e quali i “farmaci no”, però, è utile identificare le tre fasi della “vita prenatale” che, in modo differente, possono subire delle complicazioni a causa dell’esposizione ai farmaci.
— Il periodo preembrionale che va dal 14° giorno (concepimento) sino al 32° giorno dall’ultima mestruazione. In questa fase qualsiasi agente teratogeno può avere un effetto “tutto o niente”, con esiti, cioè, che possono andare da un aborto a nessun tipo di effetto collaterale.
— Il periodo embrionale (o organogenesi), che va dal 33° giorno di gestazione fino al 70° giorno (10° settimana). E’ questo il periodo più a rischio, poiché in questa fase si formano quasi tutti gli organi del futuro bambino e ciò espone maggiormente il feto al rischio di malformazioni e complicazioni.
— Il peeriodo fetale, il quale va dal 71° giorno fino al parti. In questo periodo la maggior parte dei farmaci non causa complicazioni o, al massimo, può generare solo qualche effetto transitorio.

RISCHIO ALTO NELLE PRIME SETTIMANE
Le sostanze somministrate prima del 20° giorno dal concepimento, possono provocare la morte dell’embrione oppure non lo danneggiano affatto. Il periodo compreso tra la 3° e l’8° settimana, detto organogenesi, è critico per gli effetti teratogeni.
Dalle ultime ricerche giunge l’ulteriore conferma che, durante le prime settimane di gravidanza, per evitare il rischio di aborto spontaneo è meglio non assumere farmaci, specialmente se si tratta di analgesici e antinfiammatori (come quelli a base di ibuprofene, acido acetilsalicilico, ketoprofene o naproxene).
Lo affermano i risultati di una ricerca condotta in Danimarca, pubblicata sul British Medical Journal, che ha evidenziato come il rischio di aborto è addirittura sette volte maggiore rispetto alla norma, se tali farmaci si ingeriscono durante il primo trimestre di gravidanza.
Bisogna dire, però, che lo studio non dimostra con assoluta certezza che gli aborti sono dovuti solo ed esclusivamente all’assunzione di questi farmaci, ma in ogni caso una simile associazione porta comunque all’affermazione che è importante evitare  tali medicinali in questo particolare periodo.
Ricorda: può bastare una dose eccessiva di vitamine o integratori per compromettere il normale sviluppo del feto, provocando delle malformazioni fetali.

ATTENTI AGLI EFFETTI TERATOGENI!
Il rischio maggiore di alcuni farmaci è che, se assunti in gravidanza, possono avere effetti teratogenetici (che causano malformazioni).
Per esempio, gli antibatterici sono in grado di interferire con lo sviluppo delle cellule fetali. Inoltre, le donne in attesa che soffrono di epilessia, asma, ipertensione, depressione, diabete, malattie degenerative autoimmuni, in quanto impossibilitate a sospendere la terapia, dovranno preventivamente consultare il medico per gestire l’uso dei farmaci appositi.
Chi fa uso di farmaci  per curare disturbi d’ansia e indurre il sonno, ossia la benzodiazepina, dovrà far ridimensionare il dosaggio, visto che tali farmaci provocano nel feto una seria caduta di tono e vitalità, sonnolenza alquanto accentuata e riluttanza alla suzione.

PRIMA DI PRENDERE UN FARMACO…
— Utilizzare i farmaci solo in caso di reale necessità ed assoluto bisogno.
— Impiegare le dosi terapeutiche raccomandate e per il tempo minimo necessario.
— Nei primi tre mesi di gravidanza, utilizzare esclusivamente farmaci per i quali esista documentazione scientifica: questa è in genere disponibile, per I farmaci commercializzati da più tempo.
— Consultare sempre il ginecologo.