ricerca_-universitariaLa parola epatite significa infiammazione del fegato causata da infezioni, tossine, malattie genetiche e autoimmuni. Le più frequenti sono quelle provocati dai virus di tipo A, B e C.
Prima di tutto, per non confonderci, bisogna distinguere tra malattie epatiche che insorgono durante la gravidanza in donne sane e malatttie epatiche preesistenti che si alterano o sono alterate dalla gravidanza.
Una delle patologie più comuni è la colestasi intraepatica.

COLESTASI INTRAEPATICA DELLA GRAVIDANZA (CIG)
E’ una complicanza gravidica molto frequente (1-10 ogni 10.000 gravidanze) che si può verificare, nel 2° o nel 3° trimestre di gravidanza e che si presenta con prurito e colorazione gialla degli occhi e della pelle (ittero).
Questa condizione si risolve dopo il parto, senza conseguenze per il fegato. La causa che determina questa malattia e sconosciuta. Il suo trattamento prevede la somministrazione di medicinali e di vitamina K per ridurre il prurito.
Si tratta di una malattia che non presenta conseguenze gravi per la madre, tuttavia può causare, in alcuni casi, danni fetali.
E quindi è utile un attento monitoraggio del feto e, in caso di seri problemi, una precoce risoluzione della gravidanza.

EPATITE A
Il virus che provoca questa malattia è piuttosto innucuo e provoca la cosiddetta epatite virale acuta, in cui l’infezione dura al massimo sei mesi. Si cura nel 100% dei casi.
Attualmente, non è frequente soffrire di questa infezione, dato che la sua comparsa è legata a cattive condizioni igieniche. Di fatto, oggi in Europa quando si verifica un contagio, nella  maggiore parte dei casi ciò è dovuto ad un viaggio in paesi
in via di sviluppo. E se hai contratto l’infezione da bambina? Averne sofferto durante l’infanzia non influisce in alcun modo e se  dovessi contrarla durante la gravidanza puoi stare tranquilla, la gestazione segue il suo corso senza problemi.
Tuttavia è raccomandabile evitare di contrarla e quindi è meglio evitare visite in paesi in via di sviluppo e, se lo fai, è bene prendere le dovute precauzioni, come evitare di ingerire verdure e crostacei crudi e consumare soltanto acqua imbottigliata.
I sintomi dell’epatite A sono molto simili a quelli di un’influenza: stanchezza, malessere generale, poca febbre, perdita di appetito, dolori addominali, vomito…

EPATITE B

Che caratteristiche ha il virus?
In questo caso, l’epatite è provocata da un altro tipo di virus ed è grave. In alcune persone infette dal virus delle epatite B, l’organismo e il sistema immunitario non riescono a distruggerlo e questo sopravvive.
Col tempo si può soffrire di gravi malattie epatiche.

Come si contagia?
Le cause più frequenti di contagio sono: trasfusioni di sangue da donatori infetti, (anche se oggi questo rischio è praticamente scongiurato), fare piercing o tatuaggi, condividere oggetti di igiene personale (spazzolino da denti, rasoi),  avere rapporti sessuali con una persona infetta e attraverso ferite o lesioni della pelle e dalla madre al figlio al momento del parto.
Sarò portatrice?
Nelle prime analisi del sangue che si eseguono in gravidanza si cerca la presenza del virus dell’epatite B. Se hai sofferto di questa malattia e ti sei curata, non succede nulla.
Ma se il tuo organismo non è riuscito a distruggere il virus e sei portatrice, sappi che ciò non influisce sulla gravidanza.

Inciderà su tuo figlio?
Stai tranquilla, tuo figlio crescerà dentro di te completamente sano, ma esiste il rischio che durante il parto tu possa trasmettergli il virus. Ciononostante è facile evitare che il piccolo possa soffrirne in futuro: esiste un vaccino contro l’epatite B che è incluso nelle vaccinazioni obbligatorie. La prima dose si somministra alla nascita, la seconda dopo un mese e la terza al sesto mese.

Avrò la possibilità di allattarlo?
Sia se hai sofferto di epatite e sei guarita, sia se sei portatrice, puoi allattarlo; tuo figlio sarà protetto dal vaccino.

EPATITE C
L’epatite C è una malattia scoperta nel 1898 e fino ad allora si conosceva come la “non A, non B”. Si tratta di una malattia grave poiché la maggior parte delle persone che ne soffre non riesce a distruggere il virus che rimane latente nell’organismo.
Trascorsi alcuni anni, il virus si sveglia causando gravi problemi epatici. Si acquisisce quasi sempre entrando in contatto con il sangue infetto, ossia quando si è subita una trasfusione con sangue infetto o si è entrati a contatto con il virus attraverso i rapporti sessuali (meno frequente) o attraverso l’uso di oggetti contaminati che entrano in contatto con il nostro sangue.
Fino a poco tempo fa, la sua pericolosità era da riscontrare nel fatto che le persone portatrici del virus non avevano sintomi (possono trascorrere molti anni prima che compaiano). Attualmente, con la scoperta del virus, il sangue dei donatori viene testato, ma il problema è costituito da chi è già infetto. Esiste anche un altro problema: il virus in sé muta costantemente, cosa che rende estremamente difficile l’elaborazione di un vaccino. Quindi, se in qualsiasi momento della tua vita hai subito una trasfusione (incidente automobilistico o emorragia grave) è meglio avvertire subito il ginecologo.

ESISTONO ALTRI TIPI DI EPATITE MENO FREQUENTI:

EPATITE D O DELTA: E’ causato da un virus particolare, che non può sopravvivere senza il virus B. Quindi, prevenendo con la vaccinazione l’epatite B, si elimina anche il rischio del virus detto. La sua azione consiste nel rendere più gravi gli effetti dell’epatite B.

EPATITE E: Questa malattia assomiglia all’epatite A, in quanto si trasmette prevalentemente attraveerso acque contaminate. Non diventa cronica, ma sono frequenti le forme fulminanti soprattutto nelle gestanti al 2°-3° mese. In Europa è rara, mentre è diffusa in India, Indonesia, Iran e altre aree orientali e medio-oriente. Non esiste un vaccino.

EPATITE G: Questo virus, identificato nel 1995, è solo lontanamente simile a quello dell’epatite C. Non è chiarito se provochi effettivamente un’epatite di qualche tipo o malattie a carico di qualche altro organo. Può dare luogo a infezioni acute, che spesso guariscono. Nelle persone in cui l’infezione è cronica il virus è presente nel sangue e può restarci per anni, ma è raro trovare malattie di fegato associato. L’HGV è molto frequente nei pazienti affetti da epatite C causata da trasfusione (nel 10-15%).