Abbellire una veranda, organizzare una terrazza per renderla vivibile, ricavare anche un esiguo angolo verde rivalutando balconi, terrazzini o cortili interni e, per chi ne ha la possibilità, progettare un vero giardino per creare un’oasi di relax e di silenzio rigeneranti.

Tutti questi sono gesti mirati all’accumulo e all’arricchimento del proprio tempo e rappresentano una nuova espressione dell’abitare, volta al desiderio di vivere gli spazi aperti (anche se ridotti) e alla possibilità di godere di un benessere contemporaneo e di un lusso immateriale.

Inoltre, la nostra mente ha bisogno di natura. Vari studi, tra cui uno presentato qualche anno fa dalla rivista Internazionale (n. 783, anno 16, 20/26 febbraio 2009), Marc Berman, psicologo dell’università del Michigan, spiega che la mente è una macchina limitata. Egli ha dimostrato che una passeggiata in città incide sulle nostre capacità cognitive più elementari: l’ambiente cittadino, infatti, è talmente pieno di stimoli da costringerci a rifocalizzare costantemente l’attenzione per non farci distrarre da cose irrilevanti. Questo tipo di percezione controllata (dove dobbiamo continuamente decidere a che cosa prestare attenzione) costa energia e sforzo.

Gli ambienti naturali, invece, non richiedono lo stesso sforzo cognitivo. Anzi, la natura ha un effetto sorprendentemente positivo sul cervello. Per esempio, gli studi hanno dimostrato che i pazienti guariscono più in fretta se dalla loro finestra vedono degli alberi e le donne che vivono nelle case popolari riescono a concentrarsi meglio se il loro appartamento affaccia su un giardino. Sembra che anche un accenno di natura, come un viale alberato, sia salutare per la mente.

Penso che le città rivelino la reale fragilità di alcune delle nostre funzioni mentali ‘più “alte‘”, sostiene Frances Kno, responsabile del Laboratorio del paesaggio e della salute umana all’università dell’Illinois. La vita in città può anche causare la perdita del controllo emotivo: Kuo ha scoperto che negli appartamenti con vista sul verde la violenza domestica è più rara.

Coltivare e amare il verde, che si tratti anche solo di piante e fiori da balcone, non è quindi soltanto passione e soddisfazione, ma anche un gesto di evasione dal quotidiano, un ulteriore spazio in cui coltivare e amare noi stesse.

Nei miei articoli che seguiranno, cercherò di dare un’infarinatura generale di botanica e trattare i temi fondamentali della coltivazione nel modo più semplice possibile e senza tralasciare nulla di importante.

Non c’è opera più bella di quella sbocciata dalle proprie mani, che sia un fiore curato con amore o una pianta aromatica cresciuta per insaporire le ricette!