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Una volta c’era Cenerentola che, costretta da matrigna e sorellastre a fare la sguattera, viene salvata dal bel principe azzurro. Altri tempi…

Ora c’è Ferdi. Il povero rom scampato ad un destino di furti e roulotte che, grazie alla tenacia, riesce a diventare principe del reality più famoso d’Italia (e non solo d’Italia).

Ferdi ha incontrato la sua principessa (rosa?), che grazie ad un incantesimo di bisturi negli ultimi anni si è trasformata da pacioccona ciociarona mechata in una sosia (quasi sosia, dai) di Liv Taylor.

Ferdi ha trovato l’amore (o una bella imitazione dello stesso) e Francesca, per contro, ha trovato un pò di polarità fatta anche di luce riflessa. Ora i due ci fanno sapere di avere anche consumato (eravamo tutti a chiedercelo di continuo, no?) e ci hanno allietato anche dei dettagli. Beh…ora non è che ci interessa proprio tutto tutto.

Ferdi ha vinto il bel montepremi, ha ritrovato una parte della sua megafamiglia, ha trovato l’amore (?) e tanta tanta popolarità. Il lieto fine è arrivato, però come tutte le favole che si rispettano, anche la Ferdi-story dovrebbe terminare con il lieto fine. I sequel non hanno mai un gran successo, il troppo stroppia, il successo dà alla testa e potrei continuare con altre ventidue citazioni. Tutte vere.

Invece no, la Ferdi story continua sui giornali e si “macchia” di tutto quel gossip che alle favole certo bene non fa. Vi immaginate il sequel di Cenerentola? Cenerentola si sposa con il principe, poi al Castello assume una colf, resta incinta, poi la prima litigata, prende un cane, compra la carrozza nuova…le favole vere devono terminare con un lieto fine, dopo il quale tutto si ferma perchè il momento del lieto fine  è il momento clou dopo il quale null’altro sarà così bello. Il picco. Il momento magico. Insomma  se c’è la parola fine un motivo ci sarà.

Ecco, la Ferdi story, perchè restasse una bella favola, doveva terminare quella sera quando tutti erano felice e contenti…la continuazione negli studi televisivi con litigate e rivendicazioni non fa che imbruttire una cosa che, alla fine, era piacevole.

Ma la modernità è fatta anche di questo, forse le vere favole sono quelle fatte dalla gente comune, lontano dalle telecamere ed il lieto fine è un qualcosa di privato, un qualcosa di talmente bello che si è quasi gelosi di condividerlo, e chi se frega  se non si avranno né televoti né premi.

Il bello sarà che se un giorno qualcuno racconterà la nostra storia sarà perchè era davvero bella come una favola, tanto bella che, seppur segreta, è passata di bocca in bocca, senza l’aiuto della tv.