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Non potevo non scrivere nulla…ha accompagnato, con la sua musica, la mia vita, le sue canzoni hanno fatto da colonna sonora al mio primo amore, alle mie serate in giro in motorino prima e in macchina dopo.

La sua musica mi ha dato la carica, mi ha fatto piangere, ridere, commuovere. Le sue mosse sono state stra imitate anche dai più impacciati. Non si può fare finta di nulla difronte alla “fine” di quello che è stato il re del pop.

Al di là della sua vita discussa, della quale non intendo esprimermi anche perchè non sarebbe altro che una mia opinione da disinformata, al di là delle sue scelte criticate (da me per prima), al di là di tutto ciò che ha circondato questo strano personaggio non si può non ammettere che la morte di Michael Jackson rappresenta la “fine” di un’era.

Domani, 7 luglio tutto il mondo renderà omaggio al Re del Pop. Alle 19 ora italiana, allo Staples Center di Los Angeles, proprio nell’arena che aveva ospitato Michael Jackson per le prove di quello che avrebbe dovuto essere il suo prossimo grande concerto spettacolo. In tanti saranno presenti, altri seguiranno per tv l’evento, altri ancora diranno che loro non sono interessati…ma tutti non possiamo che prendere atto che la morte di Michael rappresenta davvero la “fine” di un qualcosa.

E virgoletto di proposito la parola fine, perchè nessuno di noi muore davvero, soprattutto chi ha avuto la fortuna di poter lasciare qualcosa di così grande come Michael Jackson che ci lascia la sua musica, quella non ci abbandonerà mai.