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Strutture fisiche del terreno

Se confrontiamo tra loro dei terreni scelti a caso, osserveremo delle differenze che li rendono più o meno adatti ad ospitare le varie colture. Se proviamo a schematizzare queste differenze, distingueremo tre tipi caratteristici di terreni:

  • sabbioso: trattiene poco l’acqua, si lavora con facilità, ma non mantiene la forma che diamo con le lavorazioni;
  • argilloso: soggetto a ristagni d’acqua, si fa lavorare con difficoltà, mantiene la forma data con le lavorazioni;
  • sassoso: lascia filtrare bene l’acqua, ma offre alle piante particelle troppo  grosse per essere sfruttate dalle radici.

Il Ph: la reazione chimica del terreno

Di un terreno, oltre alla struttura fisica è importante conoscere la reazione chimica, detta Ph. Il Ph dipende dalla quantità di ioni OH o di atomi H che in esso sono presenti.

Se prevalgono gli ioni OH (ossigeno-idrogeno) un terreno si dice a reazione alcalina. Al contrario, la prevalenza dell’H (idrogeno) rende acido un terreno.

Esiste una scala di valori, dallo 0 al 14, che valuta appunto il rapporto tra ioni OH e atomi H. La lettura avviene nel modo seguente:

  • da 0 e 6,9 sono compresi i valori di acidità, dove l’acidità massima è lo 0 e la minima è 6,9;
  • 7 indica la reazione neutra del terreno (ossia ioni OH e atomi H si equivalgono)
  • da 7,1 a 14 sono compresi i valori alcalini, dove il massimo dell’alcalinità è 14 e il minimo è 7,1.

In commercio esistono degli apparecchi appositi, non eccessivamente costosi, che con una semplice operazione possono fornirci la reazione chimica del terreno.

Se dovessimo attenerci ad una valutazione empirica, ricordiamo che i terreni ricchi di sabbia tendono all’acidità, mentre quelli argillosi e calcarei all’alcalinità.

Sia per le colture in terra, sia per le colture in vaso, ricordiamo dunque di prestare attenzione alla reazione chimica del terreno. Se stiamo andando ad acquistare del terriccio in sacco, assicuriamoci quindi che il Ph indicato nelle caratteristiche della terra sia quello richiesto dalla nostra pianta (per gli ortaggi, i valori  necessari oscillano generalmente tra Ph 6 e Ph 7,2).