Forma di nutrizione alla quale si ricorre quando l’allattamento materno è impossibile o controindicato. Si può eseguire usando il latte vaccino o il latte in polvere di cui esistono in commercio diversi tipi: è senz’altro preferibile ricorrere al latte in polvere quando il latte di vaccino per le condizioni delle mucche da cui proviene, o per le norme con cui è munto o conservato, non dà sofficiente garanzie igieniche.

Vi sono dei casi, peraltro rari, di bambini che mostrano intolleranza nei riguardi delle proteine animali. In questi casi si potrà ricorrere allora al latte di soia o di mandorle, contenenti esclusivamente proteine vegetali.

Il latte di mandarle si prepara grattugiando mandorle dolci, sbucciate previa scottatura con acqua bollente e in seguito pestate in cinque porzioni di acqua fredda; il tutto deve essere filtrato con una garza e il liquido costituisce il latte di mandorle.

Il latte di vaccino presenta nella composizione differenze significative rispetto al latte  umano, esso contiene infatti una maggiore quantità di proteine, e in particolare di caseina, che ne impediscono una buona digestione da parte del lattante, minore è invece la quantità di glucidi e pressoché uguale quantitativamente quella di lipidi, pur con alcune differenze qualitative. Sarà quindi necessario, per ridurre la concentrazione delle proteine, diluire con acqua il latte di vaccino. La diluzione è eseguita nei primi 4 mesi in porzioni 1:2, quindi 2:3, 3:4, infine 4:5. La diluizione però riducendo la concentrazione dei grassi e dei glucidi riduce il valore calorico del latte, per cui sarà necessario aggiungere al latte diluito carboidrati. Vanno benissimo dei cucchiaini di zucchero.

Dopo i 4 mesi l’alimentazione lattea andrà integrata con brodi vegetali, semolini, omogeneizzati di carne e verdure, formaggi uova ecc.