Un tempo si diceva “prima o poi tasseranno anche l’aria che respiriamo”…ma chi si sarebbe mai aspettato che avrebbero tassato le prove vestiti nei camerini dei negozi? la sconvolgente notizia arriva dall’Australia dove il provvedimento è stato preso a fronte delle troppe “prove vestiti” non andate a buon fine. Quante volte, infatti, capita di vedere un bell’abito acquistabile on-line ma il timore che non ci stia bene ne frena l’acquisto? Un buon modo di sapere se lo shopping on line sarà una buona mossa o meno è quello di recarsi nella boutique più vicina (o più lontana se non si vuole trovarsi quitidianamente faccia a faccia con la sospettosa commessa) e provare l’abito fingendo di averlo appena notato in boutique. Una volta appurato che l’abito ci sta bene non si dovrà far altro che sfoggiare la classica espressione dubbiosa e dire “ci penso un pò” e correre ad accendere il pc. Ecco, ora tutto ciò almeno dove il provvedimento è stato adottato, non si potrà più fare perchè, ahimè, ci toccherà pagare la “tassa sul camerino”, ossia una bella cifretta (50 dollari per un paio di scarponi da sci) per aver provato senza acquistare. Si, perchè se si acquista la cifra della “prova costume” sarà resituita al momento dell’acquisto. Per ora c’è da augurasi che la bizzarra iniziativa sia contrastata dalle diverse unioni consumatori, nel frattempo godiamoci le nostre prove abiti gratuite e compriamo dove più ci conviene…ma se avete intenzione di fare un viaggetto in Australia fate attenzione alle sfilate nei camerini alla pretty woman..potrebbero costarvi molto care