Questa bestiola “non è un cane da compagnia”. O meglio, lo è diventato, ma non è nato con questo scopo. Lui è un terrier, con il carattere, l’aggressività, lo smisurato coraggio e la tempra forte di tutti i terrier. Certamente oggi è dei cagnolini che vivono soprattutto in famiglia, che dividono con noi ogni momento della giornata, che gioca tranquillamente con i nostri bambini e così via: ma non deve diventare a sua volta viziato o un giocattolo di peluche, perché diventerebbe ben presto isterico e nevrotico.

La cattiva fama dell’yorkshire, che molti considerano appunto dei cagnetti che abbaiano sempre, è dovuta esclusivamente agli sbagli dei padroni, che purtroppo dimenticano che è un cane. Lo yorkshire non è un bimbo, non è un animale di stoffa, è un animale sociale, molto intelligente, con una sua personalità, delle sue abitudini ed delle sue esigenze fisiche che vanno rispettate.

Ha bisogno di attenzioni, non d’iperprotettività, ha bisogno di giocare, di correre, non si deve pensare di tenerlo sotto una campana di vetro. Ha bisogno di mangiare in modo corretto, ha necessità di un contatto fisico con il padrone, non di vivere in braccio al suo padrone.

Consideriamolo un cane e lui si sentirà felice e libero di essere se stesso.