Oggi vi voglio riassumere le varie puntate di questa settimana della soap più seguita da noi donne. “Centovetrine” che andrà in onda tutti i giorni da lunedì 13 giugno al venerdì 17 giugno 2011 alle ore 14 e 10 sulla rete televisiva di Canale 5

LUNEDI’ 13 GIUGNO 2011:

Adriano è scoperto dalla sua donna, quindi con molta difficoltà, si vede obbligato nel dover dire tutta la verità a Carol riguardo ad Alena.

Alena, che finalmente fa l’amore con Jacopo, dovrà affrontare e calmare la rabbia di Donatella.

Rossana finalmente ottiene un colloquio con il figlio Niccolò “che si trova in prigione” questo spera che la madre consegni una lettera a Laura.

MARTEDI’ 14 GIUGNO:

Ettore oggi va in ospedale da Viola per fare vedere il ritratto di un’estranea che potrebbe in realtà, appartenere alla madre, che la ragazza non ha mai purtroppo conosciuto.

Cecilia desidera di vivere con rispettabilità il termine della sua relazione con Ivan ma, intanto che vi è una cena con Damiano e Serena, ha una crisi nervosa.

Nel frattempo Ettore domanda a Viola se è veramente serena, che Sebastian le ha affermato tutta la verità sulla morte della sua mamma.

MERCOLEDI’ 15 GIUGNO:

Livia Donatella prepara il suo piano demoniaco per condurre alla pazzia Adriano.

Viola ha un colloquio con il padre Sebastian, che infuriato, piomba a casa di Ettore e lo avverte con una pistola, di farsi i fatti suoi ma Sebastian non sa di essere ripreso da una telecamera.

Ettore in questa maniera ha l’opportunità di minacciare Sebastian.

 

GIOVEDI’ 16 GIUGNO 2011:

Sebastian, costretto da Ettore, accetta le richieste di quest’ultimo ossia Sebastian dovrà aiutare nel far scarcerare Niccolò.

Ivan, nel frattempo non la spunta, infatti, tenta in tutti i modi nel convincere Cecilia a rimanere a Torino e di non partire. Viviana comprende che Ivan non potrà mai amarla come il suo cuore desidera.

 

VENERDI’ 17 GIUGNO 2011:

Cecilia, mentre si trova sull’aereo per giungere a Londra, ripensa a Ivan.

Viola domanda a Jacopo se vi è una possibilità per fuggire dall’ospedale, poiché non vuole  finire in prigione.