Sfido chiunque a non agitarsi, o arrabbiarsi, quando sullo schermo del cellulare compare la tanto odiata frase “batteria scarica”. Sembra che durante quei novanta minuti( tempo che, in media, impiega un telefono a caricare), ci manchi l’aria.

In futuro, però, le cose potranno cambiare. Un ingegnere coreano, Sang Woo Kim, dirigente del centro di ricerche dell’università Sungkyunkwan di Seul, rende nota una ricerca che porterà ad una rivoluzione tecnologica grandiosa: con la nostra voce potremo ricaricare il telefonino.

Tranquille, non è la trama di un nuovo libro della K. J. Rowling, ma un fatto spiegabile scientificamente. Andiamo a capire come ciò sia possibile.

Lo spostamento d’aria che si genera da un suono può essere considerato una fonte d’energia. Alla batteria viene collegato un materiale fonoassorbente, che cattura, cioè, le onde sonore generate dalla voce. Questo tipo di materiale è sensibile e trasmette le vibrazioni che raccoglie a piccoli filamenti, costituiti da ossido di zinco, sostanza in grado di trasformare le vibrazioni in elettricità.

Ancora non si è in grado di ricaricare il cellulare utilizzando questo metodo ma, la strada che si sta percorrendo per portare a termine tale scoperta è quella giusta. L’ingegnere pensa di riuscire a mettere a disposizione delle aziende questo sistema nel giro di un anno.

Quest’invenzione non solo ci semplificherà la vita ma consentirà anche di risparmiare energia. Non sarà più necessario, infatti, allacciare i nostri telefonini alla rete elettrica, contribuendo anche alla salvaguardia dell’ambiente. Per produrre energia, infatti, c’è bisogno di sfruttare materiali inquinanti (quali petrolio, carbone, gas naturale) e togliendo piano piano i vari apparecchi dalla rete elettrica si limita anche l’inquinamento legato alla produzione di energia.

Alessia