Definire Man Ray in poche parole è molto difficile. Nasce a Filadelfia nel 1890 ma cresce e completa gli studi a New York. Conosciuto come uno dei più importanti esponenti del Dadaismo, movimento nato nel XX secolo che si basa sul rifiuto dell’arte tradizionale, nel 1914 acquista per la prima volta una macchina fotografica per immortalare le sue opere. Oltre che pittore e fotografo, fu anche regista.

Oggi voglio parlarvi di cinquanta foto di questo eccezionale artista in mostra, fino al 29 luglio, a Milano ( via Tadino 15).

Questi scatti d’autore sono dedicati unicamente a Juliet: amica, moglie, amante che Man Ray conobbe nel 1940 e sposò l’anno successivo. Da queste foto trapela l’amore, la passione tra un artista e la sua musa.

Juliet, davanti all’obiettivo del suo compagno, si trasforma in tante donne diverse: inquietante, sensuale erotica, distante, triste, femminile, fragile, tenera, forte, malinconica.

L’obiettivo dell’artista non è solo quello di catturare la bellezza della sua donna: lui vuole indagare le emozioni, i pensieri profondi che caratterizzano l’animo femminile. Juliet, che veste i panni di molte donne differenti l’una dall’altra, mostra all’osservatore tutte le sfumature del nostro essere e sentire. Quegli istanti impenetrabili che nessun uomo riuscirebbe mai a percepire, Man Ray li cattura e li rende eterni attraverso questi scatti profondissimi.

In fondo tutte siamo un po’ come Juliet: indecifrabili e diverse in ogni momento. Il nostro essere così terribilmente complesse ha colpito Man Ray che ha voluto fare, con queste foto, un elogio alla femminilità.

Alessia