Tra la commozione a la rabbia parla la mamma di una bambina di sei anni, proveniente dalla provincia di Napoli, che non è stata ammessa alla seconda elementare.

La signora muove delle accuse contro la scuola, colpevolizzandola di aver lasciato sola la famiglia e di non aver seguito abbastanza la figlia. Nel primo quadrimestre le maestre avevano avvisato la donna riguardo la situazione scolastica della bambina, senza però sottolineare la gravità della cosa.

La donna promette battaglia, insieme al marito, contro le insegnanti: <<Non potevano avvisarci prima? Almeno avremmo potuto preparare psicologicamente nostra figlia che ora passa le giornate a piangere. Mi batterò affinchè questo caso venga preso in esame da un giudice. Non è giusto che una bambina sia lasciata sola con i suoi problemi>>.

La donna sostiene di aver chiesto molte volte una maestra di sostegno per la figlia, che faticava ad apprendere. Questa proposta non è stata mai soddisfatta: la piccola, infatti, è stata sottoposta ad un test neuropsichiatrico che non ha riscontrato gravi problemi.

<<Mio marito ed io le siamo stati sempre vicino aiutandola a fare i compiti. Adesso come faccio a spiegarle che dovrà lasciare i suoi compagni di classe per frequentare di nuovo la prima elementare?Non è giusto: ora sarà costretta a ricordare questo trauma per tutta la vita>>.

La bambina sarà veramente segnata per tutta la vita dal trauma psicologico della bocciatura?

Il famoso psichiatra Paolo Crepet sostiene che la piccola non subirà nessun trauma se la scuola l’ha preparata all’evento e se la famiglia reagirà senza drammatizzare. In casi di grave immaturità la bocciatura è vantaggiosa per il soggetto, ragazzo o bambino che sia, perchè evita traumi e problemi che si potrebbero presentare in futuro.

Alessia