Intere generazioni di bambine si sono divertite a vestirla, pettinarla e, soprattutto, generazioni di donne hanno invidiato il suo fisico perfetto e i suoi bellissimi capelli biondi. Stiamo parlando proprio di lei, Barbie, la bambola che ha rivoluzionato il modo di giocare.

Suo “padre”, Elliot Handler, è scomparso nella sua casa di Los Angeles all’età di novantacinque anni ( sua “madre”, nonché moglie di Elliot, Ruth, ci ha abbandonati nove anni fa). Dalla loro unione nacque, nel 1941, Barbara, una bambina bionda con gli occhi azzurri. Elliot notò che sua figlia giocava con i bambolotti parlandoci come se fossero adulti. Così pensò di ideare una bambola con i lineamenti da donna e , qualche anno dopo, la Barbie( diminutivo di Barbara) era pronta.

Sono passati cinquantadue anni da quel lontano 9 marzo 1959 ,quando la creazione di Elliot fu lanciata sul mercato americano, prodotta dalla Mattel ( azienda che Handler aveva fondato qualche anno prima). Barbie era vestita con un costume zebrato che lasciava scoperte due gambe lunghissime. Il seno era appena accennato, i capelli biondi raccolti a coda di cavallo e gli occhi azzurri. Fu subito un successo: nel giro di poche settimane ne furono vendute circa trecentocinquantamila esemplari.

Poco dopo Elliot si mise di nuovo a lavoro e creò un giovanotto biondo con pettorali da urlo: era Ken, diminutivo del secondogenito Kenneth, nato nel 1944.

Cinquant’anni dopo, nel 1994, Kenneth muore ed Elliot, profondamente addolorato, si ritira con sua moglie nella sua casa di Los Angeles. Dopo otto anni rimane vedovo e decide di mettere da parte la sua matita e salutare i suoi dipendenti. << Sono troppo anziano per continuare a giocare>>. Il 21 luglio se ne è andato anche lui, lasciando Barbara e Barbie da sole.

Alessia