CASTELLAMMARE DI STABIA – Lo dice tre volte. Senza che il suo  sguardo diventi timido. «Non può entrare». Il personale del Comune non permette repliche: il passaggio è off-limits, alla casa del Municipio un fortino inattaccabile alla “casa del Municipio “non si entra con abiti “indecenti”. «Niente minigonna per le donne e pantaloncini per gli uomini. C’è la parità di divieti» dice. Banditi, proibiti anche zoccoli e infradito.

Mentre passeggiare per Castellammare, non è come addentrarsi in cattedrale. L’ordine è del sindaco Luigi Bobbio, l’ex pm della Dda che ha deciso tutto questo, trasmettendo che era amorale quello che succedeva prima.Ora dobbiamo andare un poco dietro con i mesi ed arrivare un attimino a ottobre 2010,infatti, in quel periodo è scattato questo ordine nel comune di Castellammare, da rispettare dentro il palazzo. Ma fuori? Fuori le multe non scattano. Lo riportano le statistiche: neppure una sanzione in questi mesi tra gli oltre 1500 verbali segnati. Lo dichiara la «prova rovente».

 

Ragazze “indecenti” camminano tranquille, senza paura di sanzioni. Davanti al Comune, sul lungo mare o in villa. Denudano le gambe, ma le poliziotte urbane non bloccano nessuna. Infrangere, di più: con l’abito «vietato» in municipio è possibile accedere nella sede distaccata della polizia municipale. E riferire il retroscena: «Al comando, al 1° piano del comune, non si può accedere per via della gonna, troppo mini…». La replica: «Neanche qui, in teoria. Se il sindaco vedesse… Multa certa». Il pubblico ufficiale attenua il rischio stentatamente abbozzando un sorriso gentile e si accende la discussione tra il gruppo di persone in fila. «Il sindaco non apprezza le cose belle», «Siamo in un comune talebano».

Davanti all’ingresso del palazzo-fortino: l’ordine è anche stato esposto al pubblico. Per tutelare «dignità dei luoghi», afferma l’impiegato-guardiano. «È una lotta quotidiana far rispettare le regole». Pugno duro anche fra gli impiegati comunali: infatti, un vigile in calzoncini corti che è ritornato sabato in ufficio fuori dall’orario delle sue responsabilità è stato ammonito. “Da Bobbio in persona”

«Non ci sono controlli, i vestiti osé si notano ancora» sintetizza don Catello Amato, confessore della cattedrale. Altro che «multateci tutte», la sfida lanciata dalle femministe, tutte in gonne cortissime nel giorno del via libera alla nuova regola del divieto per reclamare autodeterminazione e libertà. Ricordando battaglie d’altri tempi. Quando le donne, donne spericolate, forti con la loro dignità, che hanno lottato per non essere schiacciate nella loro città torturata dalla camorra, rappresentavano comitati di difesa della legalità. Difficoltà non ancora superati.

Bobbio, forse voleva un poco di pubblicità, infatti dai risultato sembra che ci è riuscito: la sua regola ha fatto il giro del mondo. Castellammare in onda sulla Bbc, Cnn, Fox News, Cnbc. Il rappresentante del Comune, ha anche  precisato che: «Anche con il leggins, non è corretto». Con la mano indica una porta laterale del palazzo. «Meglio passare di qui, per non dare nell’occhio. Il sindaco ha detto ok, ma non si può palesare uno strappo alla regola».

Speriamo che il Sindaco, si ricorda che siamo in Italia, e che ogni donna può decidere ogni giorno di vestirsi come vuole, non penso che una semplice minigonna possa essere un segno di inciviltà, o volgarità, per la nostra Italia. Gli atti d’inciviltà sono bene altri caro Sindaco. Se forse voleva un po’ di pubblicità, non vi era problema. Basta che organizzava un comizio in città per la “spazzatura”,… già la Campagna è famosa per i suoi cumuli di spazzatura. Questa è indecenza…, no una semplice gonna corta.