Un’ importantissima scoperta scientifica potrebbe risolvere il problema della sete. Andiamo a vedere di cosa si tratta.

La notizia arriva dal professor Jeeson Reese, insegnante di Dinamica dei fluidi presso la Strathclyde University di Glasgow (Scozia).

È stato sperimentato un innovativo sistema per purificare l’acqua del mare e renderla bevibile, sperando così di risolvere il grandissimo problema della mancanza d’acqua che colpisce i paesi poveri del mondo.

Per progettare questo sistema sono stati sfruttati i nanotubi di carbonio, cioè tubi microscopici che, utilizzati in grandi quantità, riescono a filtrare i sali e le impurità dell’acqua rendendola potabile.

Ma cosa sono i nanotubi? Essi consistono in costruzioni artificiali, create con laser ad elevata precisione, di dimensioni infinitesime: qualche milionesimo di millimetro. Nel nostro caso sono composti da carbonio, materiale molto versatile e resistente. I nanotubi sono formati da microscopici filamenti di carbonio, i quali formano una specie di ragnatela che si chiude su stessa formando un tubicino invisibile ad occhio nudo.

Questi nanotubi vengono uniti tra loro creando una rete a maglie strettissime, tanto fine da intrappolare i sali minerali presenti nell’acqua del mare. L’acqua, prima di essere bevuta, deve passare attraverso una membrana che elimina i sali minerali rimanenti e toglie le sostanze inquinanti.

Questo sistema di purificazione dell’acqua del mare è molto più efficiente di quelli già esistenti. Infatti, mentre prima si riusciva ad ottenere un litro di acqua da bere, oggi se ne possono avere venti. In questo modo diminuiscono i costi di questi impianti, che prima potevano essere sostenuti solo dai paesi più ricchi.

Riusciremo un giorno a bere l’acqua del mare? Speriamo proprio di sì!

Alessia