Campagna di sensibilizzazione allo screening per la prevenzione del cancro al seno, della cervice uterina e del colon retto promossa dalla Regione Umbria, per tutte le donne di questa regione.

Donne che abitate nella Regione dell’Umbria non mettete la testa sotto il terreno abbiate il coraggio di affrontare queste analisi vi possono salvare la vita. BASTA DIRE DOMANI FACCIO L’ESAME ! DOMANI PUO’ ESSERE TROPPO TARDI.

FOCUS TARGET

Migliorare l’adesione agli screening grazie al progetto “Si scrive screening, si legge prevenzione dei tumori” riguardante per i tumori della mammella, della cervice uterina, del colon retto.

Le categorie principali cui sarà rivolto il progetto sono:

Mammella: tutte le donne di età compresa tra 50 e 69 anni

Test di screening: ogni 2 anni;

Cervice uterina: tutte le donne di età compresa tra 25 e 64 anni

Test di screening:  Pap test ogni 3 anni;

Colon retto: uomini e donne di età compresa tra i 50 e 74 anni

Test di screening: Analisi del sangue occulto nelle feci ogni 2 anni.

 

Combattere i tumori oggi è possibile.

La prima arma è anticipare l’apparizione, diminuendo i fattori di rischio e accogliendo stili di vita sani: liberarsi dalle sigarette, fare attività fisica, alimentarsi in modo corretto. L’altra strategia è trovare la malattia il più precocemente possibile, prima che si manifesti con dei disturbi.

Questa iniziativa, è iniziata giovedì 1° settembre fino al 30 settembre.

Il messaggio avrà come target di riferimento tutte le donne residenti nella nostra Regione, in età compresa tra i 25 e i 69 anni, con lo scopo di sensibilizzare sul problema del tumore all’utero e alla mammella, aumentare il grado di fiducia nei programmi di screening, incrementare il numero di adesioni agli stessi raggiungendo tutte le fasce di popolazione femminile, in particolare quelle più deboli, comprese le donne immigrate.

 

“Crediamo profondamente nella prevenzione, alla quale abbiamo dedicato il 6% (cifra appena più alta della media nazionale, che si aggira sul 5,6%, ndr) dei fondi previsti dal Piano Sanitario Regionale – ha dichiarato Albert Lanièce, assessore regionale alla Sanità – e nei progetti di comunicazione, iniziati nel 1998, che hanno dato risultati molto concreti”.

 

Infatti, secondo il direttore del Dipartimento di Diagnostica per Immagini e Radiologia Interventistica, Teodoro Meloni, “in Valle d’Aosta si registra una delle percentuali di adesioni più alte d’Italia (60%)”, sottolineando che allo stesso tempo esistono ancora dei margini di miglioramento.

 

“C’è ancora una bella fetta di popolazione femminile che non effettua controlli periodici – ha continuato Meloni – noi puntiamo a raggiungerla per diminuire ancora i casi di tumore, che rappresentano ancora, purtroppo, la seconda causa di morte dopo le malattie cardiovascolari. Se tutte le donne eseguissero il pap test, ad esempio, le patologie al collo dell’utero scomparirebbero del completamente”. Questo interessa ogni anno 3 donne su 1000, mentre il tumore alla mammella colpisce 2,2 donne su 1000.