Il Vaso. Non c’è casa dove non ve ne sia almeno uno, e se solo uno, probabilmente non si è avvezzi ad avere troppi oggetti, perché la norma è di almeno sei-sette per casa.

Di tutte le misure dal più piccolo al più grande. Se fossero apribili e si potessero mettere uno dentro l’atro, avremmo una rivisitazione della matrioska, potendo così risparmiare sullo spazio.
Ma poi in realtà pur in uno spazio “zippato”, tipico di appartamenti in città, i vasi sono così belli. Anche usarli senza mettervi dei fiori, secondo l’uso più classico, e diventano degni  complementi di arredo.
I colori, flu, pastello o fantasie… Le forme, regolari e non, insomma un vero delirio di plasmatura.

Sin dai tempi più antichi, il vaso è un oggetto onnipresente, ovviamente con le dovute evoluzioni nell’uso dello stesso. Nasce, infatti, come strumento di necessità per trasporto liquidi o conservazione dei cibi, anfore e materiali diversi argilla, vetro, terracotta, plastica
I numerosi scavi e ritrovamenti archeologici hanno portato alla luce oggetti a noi noti, anfore e vasi in primis. C’è quindi una continuità storica anche negli oggetti oltre che nella specie.
Un archetipo che conserva una sua identità pur vedendosi declinato ad oggetto di solo arredo, centrotavola o vaso per fiori.
In Puglia vi è ancora l’abitudine, specie delle nonne, di cuocere i legumi in contenitori o tegami di terracotta, le “pignate”.

Qualora dobbiate regalare qualcosa, sappiate che un vaso non è mai un di più, è un oggetto che consente di sbizzarrirvi se la casa per cui è destinato è moderna e dallo stile esuberante o di rimanere sul classico, se al contrario si tratta di una casa più sobria.
Vasi design o vasi classici, a voi la scelta.