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A Milano sboccia la prima biblioteca destinata alla disabilità.

 

Raccolte libri che parlano di narrativa di scrittori famosi al lettore, ma ancora opere di autori che raramente si scoprono nelle mensole delle grandi biblioteche. Ora nella biblioteca di Milano tutto ciò è possibile gratuitamente o presi in prestito nella prima biblioteca interamente rivolta alla disabilità, preparata in via Livigno 2 a Milano dalla Ledha, Lega per i diritti delle persone con disabilità.

«Abbiamo creato accanto alla cineteca un nuovo spazio dedicato alla lettura, grazie anche a un contributo della Regione Lombardia nell’ambito del Bando sull’associazionismo – chiarisce Paolo Aliata, responsabile organizzativo della Ledha – .  L’obiettivo è fare cultura sulla disabilità, dando voce alle esperienze delle persone, raccontate da loro o da altri scrittori, con uno sguardo attento alle fragilità ma anche ai diritti. Come per la Mediateca Film, anche in questo caso abbiamo scelto la letteratura d’autore, quindi la narrativa e il racconto».

Esistono, circa un centinaio di libri adoperabili nella biblioteca di via Livigno. Si procede dall’antologia di narrazioni «Cosa ti manca per essere felice?», «Amore caro», «Il futuro è lunedì», e poi ancora alla «Neve nel cuore», «Il bambino che mangiava le stelle».

Grande spazio, anche per i libri di letteratura per la fanciullezza per far imparare la disabilità ai bimbi e illustrare alcune delle loro “diversità” quali, cecità, celiachia, balbuzie, disabilità fisica, disabilità motorie, disabilità uditive, sindrome di Down, e tante altre purtroppo. L’elenco dei libri utilizzabili e una loro breve recensione sono consultabili sia in biblioteca, sia facilmente da casa, collegandosi al sito.

È possibile domandare in prestito uno o due libri per un periodo di 30 giorni. «I lettori potranno segnalare libri di narrativa che trattano il tema della disabilità e ancora non presenti in catalogo – assicura Aliata – .Come per la cineteca, l’obiettivo è raccogliere il maggior numero di testi che raccontano la disabilità attraverso lo strumento della narrazione, cercando di diffondere anche le opere di autori poco conosciuti».

 



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