34 settimane

Con la trentaquattresima settimana di gravidanza, siamo quasi al termine dell’ottavo e penultimo mese che, come ricordiamo, si concluderà fra 7 giorni. È naturale, quindi, che sia la mamma che il papà siano particolarmente euforici, con tutte le sfumature che questo termine comporta. Preoccupazione, certo, ma senza dubbio gioia e desiderio di stringere fra le braccia il fagottino più dolce che c’è!

Cosa cambia nella mamma?

Il peso della pancia (la gestante potrebbe essere aumentata fino a 12 kg sino ad ora), ma anche e soprattutto dell’utero, che grava sulla vescica, così come le alterazioni ormonali, senza dubbio hanno sin qui messo a dura prova i muscoli del cosiddetto “pavimento pelvico”. Le conseguenze di tale situazione sono, come già abbiamo detto nelle scorse settimane, il ripetersi abbastanza frequentemente dei dolori al basso ventre e la pancia dura, specie la sera, ma anche l’incontinenza che, in queste ultime settimane, colpisce almeno una donna su 4. Per combattere tutti questi disturbi o, per lo meno, per tenerli sotto controllo, oltre al riposo e ad una sana alimentazione bilanciata e a piccole dosi nella giornata, può essere utile seguire la strategia delle 3 “A”, vale a dire Allenamento, Autocoscienza e Automatismo.

Alcune mamme possono soffrire di edema, con accumuli di liquidi sottopelle, con conseguente gonfiore di piedi e le gambe: si consiglia di rivolgersi, in questi casi, al proprio medico per essere sicure di scongiurare una gestosi. Da non sottovalutare nemmeno la grande stanchezza, uno dei sintomi più frequenti della 34esima settimana, naturalmente dovuta alla fatica di portare il peso sempre maggiore della pancia, specie se la gravidanza si sviluppa in estate, con il gran caldo.

Come cresce il bambino?

In questa 34° settimana di gravidanza il bebè alterna, come ormai da diversi giorni, lunghi periodi di sonno a movimenti intensi, pur nello spazio sempre più ridotto. Con calcetti e piccoli pugni lascia intendere, anche, di reagire sempre più agli stimoli esterni: ecco perché può essere speciale cominciare a parlargli, raccontagli ciò che mamma e papà provano per lui, ed anche chiamarlo con il nome che, senz’altro, a questo punto sarà già scelto. Una delle sue azioni più sorprendenti, se potessimo vederlo, sarebbe quella di aprire e chiudere le manine, e di avere persino una salda presa. Se potesse, insomma, afferrerebbe già il dito della mamma per tenerselo stretto stretto…

Il piccolo viso presenta ancora qualche buffa rughetta, ma ormai la pelle sta per trasformarsi nel musetto liscio, morbido e roseo dei neonati sereni, e i futuri genitori non vedono l’ora di riempirlo di baci! Molti bimbi già intorno a questa settimana hanno una folta capigliatura (dettaglio però assolutamente non generalizzabile) e, come sappiamo, anche il colore degli occhi è già definito.

Peso del feto

Il nostro protagonista, intorno a questa penultima settimana dell’ottavo mese, ha ormai raggiunto 46 cm di lunghezza, da capo a piedi e il suo peso può essere oltre i 2 kg. Anche se i suoi movimenti sono attutiti dal poco spazio e dal liquido amniotico, l’importante è comunque sentirlo con una certa cadenza, e ogni mamma senz’altro è in grado di regolarsi. Infatti, pur se durante questo ultimo periodo il bambino non ha più molto spazio, l’importante è sentire regolarmente alcuni suoi calcetti ogni giorno, in modo da tenerlo “sotto controllo”. Peraltro, è ora in grado di differenziare il giorno e la notte, e quindi sarà più facile monitorarlo.

Posizione del feto

In questi giorni il piccolo si è sistemato con la testa verso il basso, nella perfetta posizione cefalica per il parto naturale. Sarà dunque il suo capo che si affaccerà per primo al momento della nascita. In ogni caso, pur se ancora fosse podalico, non c’è d’allarmarsi in quanto il capovolgimento può avvenire anche a pochissimi giorni dal parto previsto.

Nella gravidanza gemellare

E se la dolce attesa raddoppia (o triplica, addirittura…), la futura mamma, in questo periodo, saprà già che, in linea di massima, la gestazione gemellare si conclude intorno alla trentaseiesima o trentasettesima settimana, quindi può anticipare sino a quasi un mese rispetto alla classica gravidanza nelle nascite “single”. Talvolta, però, anche alla 34esima è possibile che il termine sia definito e, dunque, bisogna assolutamente tenersi pronti alla nascita e, soprattutto, non allarmarsi. Non si deve pensare, inoltre, che, con la gioia, durante il parto sia raddoppiato il dolore: è bene ricordare, infatti, che nella gravidanza gemellare il travaglio è più rapido rispetto al singolo.

È importante sapere che, spesso, due feti possono assumere posizioni diverse l’uno dall’altro, uno cefalico e l’altro podalico e, pertanto, è molto probabile che la mamma debba essere sottoposta al parto cesareo che, comunque, sarà ampiamente programmato ed organizzato da ginecologo ed ostetrica, con tutte le attenzioni e le coccole (a mamma e pargoletti) del caso.

Partorire a 34 settimane

Come abbiamo detto più volte, è possibile intorno al termine dell’ottavo mese, che si possa verificare un parto prematuro, a cui è sempre meglio prepararsi, sia psicologicamente che fisicamente. In caso di una nascita alla 34a settimana di gravidanza, si è comunque concluso lo sviluppo di tutte le funzioni vitali indispensabili per la vita del piccolo, anche al di fuori dell’utero della mamma che, dunque, potrebbe comunque partorire tranquilla come una puerpera a termine.

Infatti, le possibilità di sopravvivenza di bimbi in caso di una nascita prematura fra la 34a e la 36a settimana sono molto alte, con percentuali dal 98 sino al 100%. Sarà tranquillizzante sapere che i piccoli nascituri di questo periodo non presentano nessuna differenza psichica, fisica e motoria rispetto ai nati a termine.

I compiti del papà

Quanta emozione condivisa, quanti palpiti, quante carezze, quanta voglia di conoscerlo insieme… Fra i compiti del papà, già più volte sottolineati durante il percorso, c’è proprio questa condivisione di emozioni e sentimenti, ora come mai in crescendo con la compagna, in queste ultime settimane di attesa. Anche dal punto di vista pratico, però, il futuro papà può contribuire ad aiutare la mamma, preparando il borsone per l’ospedale, e magari cominciando a lavare i primi indumenti che indosserà il bebè appena nato, in modo da evitare reazioni allergiche alle fibre per la sua pelle così delicata. Un modo come un altro per sentirsi più vicino al suo bambino, alla sua compagna e alla nuova famiglia che sta per nascere