UN CONNUBIO SPECIALE TRA MADRE E FIGLIO– Da sempre l’esistenza dell’istinto materno è stato uno degli argomenti più dibattuti e discussi per la sua importanza e per la sua difficile interpretazione. C’è chi pensa che non possa esistere una componente biologica e chi, invece, ritiene che l’istinto materno sia una predisposizione naturale della donna e di tutti i mammiferi. Quello che appare certo è che, dopo il parto, tra la madre e il figlio si crea immediatamente quel connubio e quella empatia difficilmente spiegabile ad occhio esterno. Può definirsi davvero questo l’istinto materno che permette ad una madre di comprendere ed esaudire tutte le richieste e le necessità del proprio figlio? Oppure è qualcosa di anteriore al parto e innato in ogni donna, fin dalla più tenera età?

ISTINTO COME PREDISPOSIZIONE NATURALE– La verità, come spesso capita, sta nel mezzo. Se è vero che esiste una componente biologica e una predisposizione naturale alla maternità, è pur vero che per ogni donna queste sensazioni sono diverse e possono svilupparsi in periodi differenti della vita. La  voglia di maternità  può avere una motrice psicologica molto forte ed essere legata a fattori esterni importanti come la condizione familiare in cui si vive, l’educazione e la componente caratteriale.

LA TRANQUILLITA’ DI VIVERE UNA NUOVA VITA– Una tranquillità emotiva, infatti, spesso permette di desiderare il compimento di quello che è l’evento naturale per eccellenza: la creazione di una nuova vita. Questo desiderio di maternità può presentarsi, a volte, anche saltuariamente, in periodi della nostra vita più tranquilli e sereni di altri e può raggiungere il picco proprio con lo sviluppo del feto, quando una donna sente dentro di sé questo grosso cambiamento che sta avvenendo nel suo corpo. Avere un bambino, allevarlo e accudirlo è un’esperienza naturale che completa una donna, ma la partecipazione emotiva e l’empatia nascono ancor prima del parto, con lo  sviluppo del bambino nella pancia che genera un’intimità così profonda da diventare indissolubile.

LA CONSAPEVOLEZZA DEL DISTACCO– Questo legame continua, talvolta anche in modo ossessivo, in età adulta unendo quindi, alla componente istintiva, una componente culturale importante che non sempre rappresenta un bene per il proprio figlio. Occorre dunque, riuscire a far convivere dentro di sé sia l’istinto materno che una razionale consapevolezza che un bambino  necessita di un distacco graduale da quel legame naturale che si crea tra madre e figlio. L’istinto e la voglia di protezione verso il proprio figlio, infatti, non devono inficiare, col tempo, sulla sana crescita del bambino.