La gravidanza pone i futuri genitori davanti a un cambiamento radicale e a tante scelte importanti. Per questo motivo, il sentir parlare di cordone ombelicale, conservazione e cellule staminali alla radio o in tv, senza riferimenti chiari e precisi, può aumentare l’apprensione tipica di un momento così delicato e complesso.
Per far sì che le mamma e i papà in attesa decidano serenamente se e in che modo conservare le cellule staminali cordonali del loro bambino al momento della nascita, è opportuno prima spiegare bene quali siano le caratteristiche e potenzialità che contraddistinguono tali cellule.
Le cellule staminali cordonali sono unità indifferenziate, presenti nel sangue del cordone ombelicale, in grado di specializzarsi in diversi tipi cellulari.. Le cellule staminali del cordone ombelicale, inoltre, non sono tutte uguali: studi scientifici hanno dimostrato che ne esistono  diverse tipologie.  In particolare si riconoscono quelle simil-embrionali, quelle cordonali mesenchimali, quelle ematopoietiche e le progenitrici endoteliali.
Andiamo con ordine.
Le prime sono potenzialmente in grado di dare origine a tutti i tessuti e organi di un individuo. Le seconde possono originare cellule del tessuto osseo, cartilagineo, adiposo e nervoso.
Le terze, come suggerisce il nome, generano le cellule del sangue e quelle midollari e, infine, le ultime possono generare  le cellule che costituiscono i vasi sanguigni1.
Proprio nella capacità di proliferare velocemente e di differenziarsi secondo le necessità dell’organismo risiede la grande importanza delle staminali cordonali,cellule di estrema importanza  nell’ambito della medicina rigenerativa, ovvero quell’area medica che si occupa di studiare soluzioni per rigenerare gli organi o i tessuti danneggiati anziché sostituirli.
Va specificato, però, che tali soluzioni sono realmente efficaci solo in caso di trapianto autologo, quindi se effettuato mediante cellule staminali prelevate direttamente dal paziente stesso. Qualora le cellule siano di un altro individuo (in questo caso il trapianto è detto allogenico), si possono verificare reazioni immunitarie come il rigetto che costringono all’uso di immunosoppressori a vita.
Anche nel caso di trapianti allogenici, in ogni caso, è consigliato l’uso di cellule staminali del cordone ombelicale, rispetto a quelle prelevate da altre sedi. Per merito della loro immaturità immunologica1,2, infatti, inducono un minor rischio di rigetto.
Ecco le ragioni che dovrebbero spingere i futuri genitori a preservare questa importante risorsa biologica per il futuro di tutta la famiglia.

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Riferimenti bibliografici
1. Francese, R. and P. Fiorina, Immunological and regenerative properties of cord blood stem cells. Clin Immunol, 2010. 136(3): p. 309-22.
2. Harris, D.T., Non-haematological uses of cord blood stem cells. Br J Haematol, 2009. 147(2): p. 177-84.