Per una giovane coppia che decide di dare al mondo un bambino è sempre più facile trovare informazioni sulla conservazione cellule staminali dal cordone ombelicale. Se notizie e delucidazioni sull’argomento sono sempre più diffuse e reperibili, però, è anche vero che è facile imbattersi in informazioni non complete e talvolta non corrispondenti a verità. Ci accingiamo quindi a chiarire alcuni concetti fondamentali, che vengono spesso presentati in modo confuso o errato anche dal punto di vista scientifico.

Sostenere che le banche del cordone ombelicale attuano la conservazione autologa, per esempio, è un’affermazione priva di senso. Asserire questa frase significa confondere la conservazione delle cellule (pubblica o privata) con il tipo di trapianto delle stesse (autologo o allogenico). Le cellule crioconservate nelle strutture private, infatti, sono disponibili all’occorrenza per il trapianto sia autologo, quando cioè le staminali vengono infuse nella persona che le ha generate, sia allogenico intra-familiare, ovvero quando a ricevere le cellule è un membro della famiglia del bambino da cui queste unità biologiche sono state raccolte.

La durata della conservazione è un’altra questione su cui è frequente imbattersi in false verità. A detta di alcuni le staminali cordonali crioconservate nelle banche private manterrebbero le loro proprietà per un tempo massimo di 15 anni. Questa affermazione, in realtà, non è corretta poiché scientificamente si è dimostrato che staminali del cordone ombelicale crioconservate si mantengono vitali e capaci di differenziare in diversi tipi di cellule per oltre 24 anni [1].

Continuando sull’onda di asserzioni senza fondamenti, alcuni giornalisti vorrebbero dimostrare l’inutilità delle staminali prelevate da cordone ombelicale sostenendo che a essere iniettate nel paziente sarebbero le sue stesse cellule non sane. Si sottolinea che questa affermazione limita, erroneamente, l’uso delle staminali del cordone al solo ambito ematoncologico; le cellule cordonali, grazie alle loro importanti proprietà immunologiche e rigenerative, possono essere utilizzate nel trattamento di patologie di diversa natura e, inoltre, l’uso autologo di queste cellule è comunque previsto e favorito dallo stesso Ministero della Salute [2] per quelle famiglie che corrono il rischio di avere un figlio affetto da malattie genetiche.

Mentre circolano sempre molte notizie come quelle di cui si è parlato, quando si parla del sistema di pubblico non si fa altro che elogiare la bontà dell’atto di donare per il bene comune. Senza alcun dubbio la donazione è un atto che merita apprezzamento, ma le strutture pubbliche non sempre funzionano come dovrebbero, ad esempio il sangue cordonale generalmente non viene raccolto di notte o nei giorni festivi. Un dato importante sembra non aver destato stupore e non meritare l’attenzione dei media: il 95% dei cordoni ombelicali dei nuovi nati non vengono ne conservati privatamente ne donati alle banche pubbliche, ma sono destinati a essere smaltiti tra i rifiuti organici [3]. Al fine di ridurre questo enorme spreco, ne consegue che è più utile mettere a disposizione delle famiglie informazioni complete e al disopra delle parti piuttosto che alimentare discussioni relativamente alla scelta (per’altro intima dei genitori) se conservare o donare il cordone ombelicale.

Per ulteriori informazioni: www.sorgente.com

Note
1. Broxmeyer HE: Cord blood hematopoietic stem cell transplantation In StemBook Community TSCR, Ed.,   May 26, 2010.

2. Decreto ministeriale 18  novembre 2009.

3. Aduc.