Si sente sempre più spesso parlare dell’utilità delle cellule staminali in ambito clinico e sono quindi sempre di più le mamme e i papà che prendono informazioni sulla conservazione del cordone ombelicale. In questo breve articolo proveremo a riassumere le tappe fondamentali che vanno dalla firma del contratto con una biobanca fino alla crioconservazione del campione raccolto al momento della nascita.
Primo passo: la verifica degli standard di qualità della biobanca prescelta.

Un buon parametro per valutarla è la presenza della certificazione GMP (Good Manufacturing Practice), la più importante certificazione di qualità in questo settore, riconosciuta a livello internazionale. È bene inoltre verificare sempre che la biobanca disponga di una assicurazione che, in caso di problemi finanziari della struttura, garantisca comunque la conservazione del campione raccolto.

Verificati questi requisiti essenziali e sottoscritto il contratto con la struttura vi sono ancora pochi semplici passi da compiere.
Secondo passo: l’ottenimento del nulla osta all’esportazione.

Si tratta di un documento che è possibile ottenere compilando alcuni moduli presso la direzione sanitaria dell’ospedale dove avverrà il parto. Contemporaneamente, la biobanca provvederà a recapitare alla famiglia tutte le informazioni necessarie e il kit di raccolta, che contiene tutti gli strumenti che il personale medico dell’ospedale utilizzerà per il prelievo del sangue cordonale dopo la nascita del bambino.

Questo speciale contenitore mantiene costantemente monitorata la temperatura interna, in modo che il campione che vi sarà conservato venga mantenuto sempre nelle condizioni ottimali. Oltre a questo, alcune biobanche offrono anche un servizio di tutoraggio: alla famiglia verrà cioè affiancato un tutor personale che li seguirà passo passo in ogni operazione.
Terzo passo: il giorno del parto. La famiglia dovrà ricordare di portare con sé il kit di raccolta in ospedale il giorno del parto, che consentirà al personale sanitario di effettuare il prelievo di sangue del cordone ombelicale dopo la nascita del bambino.

A parto avvenuto, basterà contattare telefonicamente la biobanca, che provvederà ad inviare un corriere nella stanza di degenza e a recapitare il campione a un laboratorio di analisi. Qui il sangue del cordone ombelicale viene analizzato, verificando per esempio volume e vitalità delle cellule staminali che contiene.

Superate queste analisi il campione può arrivare al suo traguardo: la crioconservazione in speciali biocontainers a -196°C, una temperatura che consente la conservazione delle cellule staminali per gli anni a venire. La famiglia riceverà quindi il certificato di conservazione.
In caso di necessità per il bambino o per un familiare, la famiglia potrà richiamare il campione per il suo utilizzo.

Per fare questo sarà necessario richiedere l’autorizzazione all’importazione del campione al Ministero della Salute, una procedura, questa, nella quale la famiglia sarà assistita dalla biobanca per ogni necessità.
Ecco quindi i tre semplici passi che mamma e papà dovranno compiere per regalare al loro bambino una assicurazione biologica per il futuro. Un gesto di protezione che è possibile compiere solo una volta nella vita. Una occasione unica che non dovrebbe essere sprecata.

Per maggiori informazioni: www.sorgente.com