PianteIn Italia la cura del verde non ha mai goduto di una grande accezione essendo perlopiù associata al duro lavoro nei campi, c’è stato bisogno di un salto generazionale per riaccendere un interesse.
Secondo alcuni studi, effettuati negli Stati Uniti, la presenza delle piante in ufficio o in genere in tutti gli ambienti, dove è necessaria la concentrazione ed il massimo della produttività intellettuale e motoria, rappresenta un grande vantaggio. Le piante ben curate favoriscono la depurazione degli ambienti, la produzione di ossigeno da parte delle piante agevola un miglior funzionamento delle facoltà mentali avendo effetti positivi su apprendimento e concentrazione. Il microclima, condizionato dalla presenza delle piante, rende più piacevole l’attività lavorativa, accresce  l’affiatamento tra i collaboratori.
Per chi lavora molto al computer dedicarsi nella pausa lavoro alla cura di una pianta, innaffiandola o semplicemente eliminando le foglie ingiallite, favorisce il rilassamento dei nervi ottici e limita al massimo fenomeni come giramenti di testa o annebbiamenti della vista.
Le piante trasmettono sensazioni di benessere e rendono l’ambiente più adatto alla dimensione umana.

Curare le piante e gli spazi verdi è certamente un’attività antistress.
C’è il verde condiviso, quello dei condomini e degli spazi comuni, e proprio la cura di questi spazi tramite interventi tesi a rinverdire e  riqualificare non è un impegno gravoso ma piuttosto un modo efficace di socializzare. Così facendo i condomini, micromondi litigiosi per antonomasia, diventano conviviali.
Questo è un po’ lo spot di un programma Tv in onda su La7, “L’erba del vicino”, condotto da Lucia Loffredo affiancata da due giardinieri di formazione diversa: l’uno laureato in agraria ed appassionato di floricoltura, Vittorio Chia, l’altro esperto di giardinaggio, Olivier Gerard.

Da Edimburgo, infatti, arriva una bella notizia: gli spazi verdi sono un rimedio naturale contro stress, ansia e nervosismo. A suggerirlo è uno studio pubblicato su “Landscape and Urban Planning”, condotto da un team di ricercatori dell’Openspace Research Centre presso l’Università di Edimburgo in Gran Bretagna.
I colori hanno il potere di condizionare la nostra vita emotiva, il verde, in particolare, esercita una funzione rilassante, che risulta amplificata se questo colore è “naturale”, ossia offerto dagli spazi verdi che ci circondano. I ricercatori, infatti, hanno scoperto un dato molto interessante: le persone che hanno meno del 30% di aree verdi intorno alla propria abitazione o posto di lavoro presentano livelli di cortisolo, anche noto con il nome di “ormone dello stress”, del tutto sballati. La produzione di cortisolo, infatti, aumenta in condizioni di stress psico-fisico intenso, ed ha una serie di conseguenze negative: l’aumento della pressione cardiaca, della glicemia, la riduzione delle difese immunitarie della sintesi di collagene e della matrice ossea (accelerando l’osteoporosi).
Laddove aumenta lo spazio verde, anche di un punto percentuale, si registra una rapida discesa dei livelli del cortisolo, ciò consente di affrontare meglio la vita con i suoi alti e bassi.

Si parla anche di Decrescita Felice, così descritta da Serge Latouche e Maurizio Pallante: la decrescita indica la necessità e l’urgenza di un’inversione di tendenza rispetto al modello dominante di sviluppo e crescita illimitati.
Un’inversione di tendenza resa necessaria dal fatto che l’attuale modello di sviluppo è ecologicamente insostenibile. La ricetta è, allora, la decrescita.
Può questa concretizzarsi con un’azione semplice che ha il titolo di “colorare di verde il grigio”, un atto che porta a modificare il proprio stile di vita.

Il verde ci salverà!