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Non volare via

Non-volare-viaQuella che ho letto la definirei una storia equilibrata e democratica, perché alla fine tutto torna a posto o in ordine. Democratica perché non fa in modo e maniera che chi sbaglia sia il personaggio cattivo ma, anzi, lo  riscatta e lo rende quasi un eroe, di quelli che nei film si rendono simpatici alla fine, quando fanno finalmente la cosa giusta.

Democratica perché fa capire che tutti possono sbagliare, che gli errori non sono sempre “errori fatti in malafede” o fatti apposta e, se lo sono, possono essere anche modi per capire che alla fine rispettare le regole non è poi cosi male.

Sbagliando si impara? Forse, ma sarebbe meglio imparare senza sbagliare, ma siccome indietro non si torna cerchiamo almeno di recuperare. Questa la morale che ho tirato fuori da questa storia.

E’ una storia che riesce a colpirti su più fronti, chiunque la legga potrà immedesimarsi: la madre-moglie perfetta e tradita, il marito traditore, il marito che perde l’amore della moglie, il padre responsabile e quello bugiardo, la moglie trascurata che trova l’amore altrove, la figlia che si trova un compito troppo grande ma lo fa e bene, la figlia che perdona il padre, la figlia che prima odia e poi adora il padre, l’amante, lo studente timido che si invaghisce della compagna di banco, la ragazza che potrebbe avere tutto ma che ha solo una valigia e con dentro tutta la sua vita, il ragazzo con qualcosa in meno (ma anche con molto in più) che grazie all’amore della famiglia non ha paura del mondo, il primo amore, quella che però c’èra prima di te…

La rabbia che sale in alcune pagine è davvero tanta perché se non ti immedesimi nel protagonista del momento ti immedesisi nell’altra persona, quella che subisce le sue scelte, quella alla quale viene cambiata la vita suo malgrado.

E’ una storia che alla fine riequilibria tutto e che ha un suo lieto fine, inaspettato, imprevedibile che commuove come solo l’amore può fare.

Una storia dove l’amore è il vero e assoluto protagonista, celato a tratti dal il tradimento che si traveste da amore ma che in realtà non regge al confronto con l’amore vero: quello silenzioso, quello “normale”, quotiano, fatto di sale di attesa, di camicie stirate, di cene alle otto. Quello che tiene incollata una famiglia nonostante tutto o forse per merito di tutto.

Una storia dove l’handicap diventa perfezione grazie all’amore, dove il tradimento crea confusione ma poi unisce e fa comprendere quanto si è stati stupidi a fare quelle scelte così sbagliate. La storia di una famiglia come tante dove vige il rispetto delle regole e nella quale, quando le regole non sono rispettate, tutto sembra andare a rotoli, ma poi, per fortuna, tutto torna in ordine. Una storia dove l’amore per i figli, per i fratelli è talmente forte da fare comprendere appieno la frase che recita: la nostra felicità è quella dei nostro figli e noi facciamo nostra la loro felicità. E questo nonostante tutto e tutti.

Alla fine chi sembrava dover volare via, non lo ha fatto, forse pensava di volerlo fare, forse ci ha provato, forse lo ha fatto per un pò ma poi ha preferito tornare a quella che in realtà non era una gabbia ma la sua famiglia, casa sua. Lì c’era qualcosa di troppo prezioso.

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