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Vaccino influenzale per i bambini: dubbi e certezze che dividono gli italiani

vaccino-bambiniVaccino sì o vaccino no? Sono discordanti i pareri dei medici italiani in merito al vaccino per l’influenza da somministrare ai bambini di età inferiore ai 5 anni. Secondo la SIPPS ( la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale)  non ci sono reali controindicazioni sul vaccino influenzale e proteggere i propri figli dal virus influenzale è importante, seppur la scelta resti sempre dei genitori.

Il popolo web si divide in merito ma l’America ha le idee chiare

In America, in Canada, in Finlandia, in Ungheria e a Malta il vaccino influenzale viene offerto dal servizio sanitario e non è detto che, nel prossimo futuro, non possa avverarsi la stessa identica condizione in Italia. Oggi nel nostro Paese i vaccini che ogni anno vengono somministrati ai bambini stanno crescendo in maniera esponenziale. Gli italiani sono scettici e una recente ricerca ha dimostrato che è sul web il luogo in cui fautori e gli oppositori esprimono le loro tesi. Nel 2013  il 52% della popolazione si è detta contraria ai vaccini, con il 15% invece indeciso a tal proposito e il 33% convinto dell’efficacia dei vaccini anche nei più piccoli.  Tutti i fautori dei vaccini influenzali per i bambini si dicono più tranquilli, soprattutto perché riescono a proteggere i figli dalle classiche influenze stagionali che normalmente si possono contrarre nei luoghi pubblici come scuole, parchi giochi e altri luoghi di ricreazione. Al contrario, gli oppositori pensano che i vaccini non siano un rimedio valido a contrastare l’influenza e che, in fondo, come dicevano anche anticamente, ammalarsi può anche aiutare le difese naturali del corpo umano e il sistema immunitario.

Una scelta personale che va affrontata con scrupolosità e competenza

Sicuramente è da dire che le categorie a rischio, per i vaccini influenzali, sono le persone che soffrono di altre patologie o le persone anziane, mentre per i bambini anche al di sotto dei dieci anni di età, i rischi sono pressoché pari a zero. La cosa migliore rimane affidarsi al proprio medico curante o ad una persona in cui si ripone piena fiducia così da poter avere la tranquillità giusta per affrontare un tema del genere. L’informazione è importante ma quando essa diventa incontrollata come accade sul web ci si può trovare ad avere ancora più dubbi rispetto al punto di partenza.

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