Nutrizione e Dietetica

Dolcificanti: Quale scegliere?

 

 

 

Banconi del bar affollati da dolcificanti diversi, in bustine coloratissime!  Ma qual è quella giusta per zuccherare il nostro caffè?

Regola n.1 Impariamo a leggere dietro la bustina.

Regola n.2 Pensare a cosa stiamo per sciogliere nella nostra bevanda.

Regola n.3 Non esagerare.

 

 

 

 

ZUCCHERO BIANCO: E’ lo zucchero più comune, quello utilizzato in cucina tuttavia non possiamo assumerne una quantità eccessiva. Lo zucchero bianco (saccarosio), si sa, fa ingrassare e può inoltre provocare indebolimento dei denti, coliti, stipsi, diarrea. Nessun problema invece se si consuma in piccole quantità, fino a32 grammial giorno.

I ricercatori dell’università di Copenaghen hanno analizzato le abitudini di 3.300 persone e hanno rilevato che in realtà il problema dell’obesità non è collegato all’assunzione di zucchero che, assunto in piccole quantità, aiuterebbe addirittura a mantenere la linea. In pratica, secondo gli studiosi il saccarosio stimola la produzione di un ormone che agisce sui centri della sazietà.

 

ZUCCHERO DI CANNA: Lo zucchero di canna, a differenza di quello di barbabietola, non è raffinato. E’ leggermente meno calorico e conserva le sue proprietà nutritive (vitamine, minerali).

 

FRUTTOSIO: E’ un monosaccaride presente nella frutta. Ha un potere dolcificante superiore a quello del saccarosio ed è per questo che viene molto utilizzato nelle diete ipocaloriche perché, a parità di peso, dolcifica molto di più. Va bene finché se ne usano piccole quantità ma attenzione a non preparare torte e dolci con questo zucchero. Il fruttosio viene assorbito molto più lentamente dall’apparato digerente e non entra nel circolo sanguigno ma viene portato al fegato dove viene in parte utilizzato per produrre glicogeno epatico, in parte per la trasformazione in trigliceridi. Quindi è sempre bene non assumere più di 30grammi di fruttosio se non si vuole rischiare di ritrovarsi con un eccesso di grassi nel sangue.

 

ASPARTAME: Dolcifica 200 volte più del saccarosio e non è calorico. Numerosi studi sembrano dimostrarne la sua alta tossicità e il suo coinvolgimento in numerose malattie, nonché nell’insorgenza di tumori. E’ ampiamente utilizzato dall’industria alimentare per la produzioni di cibi  e bevande light, caramelle e dolci confezionati ed è per questo che spesso ci ritroviamo ad assumerlo inconsapevolmente in quantità eccessive.

 

Il mio consiglio: W il classico zucchero bianco! Non superiamo i 15 grammi di zucchero al giorno per zuccherare le bevande e se ci scappa un caffè in più beviamolo amaro.

E per contarli basta ricordare che un cucchiaino vale circa cinque grammi, mentre una zolletta quattro.

 

 

A cura della dott.ssa Carmela Zorzetti

https://www.facebook.com/Dott.ssaZorzetti

 

 

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