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In Israele arriva la legge contro l’anoressia: stop ai messaggi pubblicitari fuorvianti

anoressiaNegli ultimi anni  la lotta all’anoressia sembra esser sempre più accesa, ma ci pensa Israele a mettere la parola fine ad una moda diventata spietata, corrotta e istigatrice alla magrezza eccessiva. Il 2013, infatti, inizia con una nuova legge che bandisce, in tutto lo Stato, la pubblicità di donne e di uomini con un indice di massa corporea inferiore a 18,5.

Una legge per il benessere 

I dati allarmanti relativi all’aumento dell’anoressia  sono stati presi in considerazione dallo Stato di Israele grazie alla battaglia di un noto agente israeliano, Adi Barkan, che ha denunciato alle autorità e ai media la grandissima percentuale di giovani modelle che vengono spinte alla magrezza eccessiva fino ad ammalarsi e a morire. In realtà le case di moda non hanno alcun tipo di responsabilità oggettiva dell’accaduto, perché le modelle vengono scelte secondo criteri che non si basano esclusivamente sul peso delle giovani donne, ma questo non basta ovviamente a giustificare l’aumento vertiginoso di disturbi alimentari in tutti i Paesi del mondo, soprattutto tra le giovani dai 14 ai 18 anni.

Stop al fotoritocco

Oltre al limite di 18,5 dell’indice di massa corporea, Israele ha anche ordinato a tutti i fotografi di specificare quando, nelle campagne pubblicitarie, viene effettuato il fotoritocco per rendere più magre le modelle. E’ il messaggio pubblicitario, infatti, a far vivere una realtà distorta non solo alle ragazze che lavorano nel campo della moda, ma anche a quelle che, sfogliando una semplice rivista, si trovano dinnanzi ad esempi di bellezza assolutamente nocivi e distorti. La legge vieterà dunque, alle modelle troppo magre, di partecipare a sfilate e di lavorare nel campo della moda. L’indice di massa corporea, infatti, che si misura dividendo il peso per l’altezza in metri quadrati, in un uomo e in una donna dal giusto peso, deve oscillare dai 18,5 e 24,9.

La denuncia di uno Stato, un mònito per il resto del mondo

 I dati parlano chiaro: in Israele circa 1500 adolescenti ogni anno cadono nel tunnel dell’anoressia mentre sono molte altre quelle che soffrono di disturbi alimentari ugualmente gravi come la bulimia. Uno Stato, del resto, deve proteggere e tutelare i suoi cittadini, evitando la diffusione di pubblicità che istigano donne e uomini a comportamenti poco salutari. Ecco un insegnamento, nel nuovo anno, che lascia ben sperare che anche altri Stati, pur vantando un progresso a volte inesistente, seguano il mònito di un Paese che ha avuto il coraggio di reagire e di curare uno dei disturbi più gravi del nuovo millennio.

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