19 settimane

Nella diciannovesima settimana, la futura mamma intraprende il suo quinto mese di gestazione, e con l’aumentare de tempo, aumentano anche le emozioni per la nuova vita in arrivo: sente i movimenti del suo bambino, il suo battito, la sua presenza. Ed è sempre più dolce ed emozionante scoprire, giorno dopo giorno, cosa succede nel pancione, che sta diventando sempre più rotondo.

Cosa cambia nella mamma?

Il peso, alla diciannovesima settimana, è ormai aumentato di circa 5 kg, nonostante i primi mesi siano stati quelli più sofferti. La gioia della donna al quinto mese di gravidanza è evidente dal suo viso radioso, dovuto anche ad una maggiore irrorazione sanguigna e all’aumento del ricambio cellulare, situazioni che regalano una pelle più tonica ed un colorito più roseo. In compenso, la cute risulta anche più sensibile e, per questo, deve essere sempre idratata, meglio se con un siero a base di acido ialuronico, in grado di trattenere l’acqua nel viso, oltre che di ammorbidirlo. In caso di esposizione al sole, si consiglia una protezione molto alta, specie per evitare la comparsa delle macchie scure (cloasma) che potrebbero apparire su viso e décolleté, a causa dell’aumento di melanina.

Il naso potrebbe essere più congestionato, così come è nella norma un aumento delle secrezioni vaginali. Attenzione anche all’emicrania, uno dei sintomi più frequenti in questo periodo: si può combattere con un maggiore riposo, un’alimentazione regolare (mai saltare i pasti!), evitando caffè ed altri eccitanti, come cioccolata o tè, e, possibilmente, cercando di fuggire dalle preoccupazioni e dallo stress, purtroppo ottimi alleati del mal di testa. Per combatterli, può essere d’aiuto fare una breve passeggiata, o un bagno caldo, o ancora la lettura di un buon libro, attività che aiutano la mente a concentrarsi su pensieri positivi.

Infine, potrebbe capitare di soffrire di dispnea, una difficoltà respiratoria (volgarmente conosciuta anche come “fame d’aria”), capace, purtroppo, di dare sensazioni spiacevoli come cattiva respirazione, affanno o, peggio, soffocamento. Tali disturbi sono causati, in linea di massima, dalla dislocazione degli organi interni che comprimono il diaframma, ma anche da una forma leggera di anemia che spesso compare in gravidanza, abbastanza normale, purché i globuli rossi e il valore dell’emoglobina non si abbassino troppo. Si può ovviare integrando nella dieta alimenti ricchi di ferro, come spinaci, e acido folico, come i legumi.

Dolori pancia e basso ventre

Il quinto mese, dalla diciannovesima settimana, è forse il più tranquillo, dal punto di vista fisico, dei nove di gestazione: tuttavia, potrebbe capitare, facendo uno sforzo un po’ più intenso, come il salire le scale o camminare velocemente, che il pancione si indurisca, provocando qualche spasmo e dolori al basso ventre.

In realtà si tratta di leggere contrazioni uterine, che iniziano a farsi sentire proprio ora e che, se non troppo frequenti o particolarmente dolorose, possono essere considerate fisiologiche, e scomparire non appena si rallentano i ritmi magari troppo convulsi, o comunque con il riposo. Se, però, gli episodi si ripetono spesso, con contrazioni continue e particolarmente intense, non bisogna certo sottovalutarle ma, anzi, informare il medico curante. .

Non dimentichiamo poi che, come già nella settimana precedente, anche in questa diciannovesima la relaxina aumenta la distensione delle articolazioni e dei muscoli dell’area pelvica, tanto da poter provocare dolori di pancia piuttosto intensi per i quali, anche questa volta, dovrà essere informato il ginecologo, se ripetuti in maniera acuta.

Come cresce il bambino?

Durante questa settimana, le dimensioni del piccolo crescono davvero tanto: il suo peso raggiunge all’incirca i 230 grammi e la lunghezza è di 15 centimetri in media. I genitali esterni sono ben visibili e, a meno di posizioni particolari, attraverso l’ecografia, a breve sarà possibile conoscerne il sesso. Il suo sistema immunitario assume una fisionomia quasi definitiva, con l’apparizione dei globuli bianchi, e lo stesso succede con le camere cardiache, ben visibili, e che consentono di percepire in maniera netta il suo battito.

In questo periodo, il feto si ricopre di una crema densa e burrosa, chiamata “vernice caseosa”, una sostanza prodotta dall’organismo per proteggerne la pelle immersa nel liquido amniotico. Verrà rimossa dopo la nascita o, comunque, riassorbita a pochi giorni dal parto, avendo esaurito la sua opera di cremosa protezione della pelle tanto delicata del neonato. Grazie alle sostanze di cui è composta, come grassi, protidi e vitamine, provvederà anche a evitare la dispersione di calore nelle sue prime ore di vita.

Inoltre, nel quinto mese, la formazione dei semi dei denti permanenti si stabilizza sopra a quelli già completi da latte, e, a livello cerebrale, si specializzano le aree che sovrintendono i cinque sensi.

L’ecografia

Movimenti del feto

Pur se il piccolo trascorre quasi tutto il tempo dormendo, almeno venti ore al giorno, “nutrendosi” del suo sonno, indispensabile per lo sviluppo, è proprio a partire da queste settimane che inizia la fase intensa dei suoi movimenti. Infatti, se nel periodo embrionale erano sporadici e, fondamentalmente, piuttosto caotici, con il passare del tempo diventano sempre più riconoscibili e addirittura visibili anche dall’esterno. E’ proprio intorno alla diciannovesima settimana che il piccolo comincia a spingere i suoi piedini, ormai formati, contro la parete uterina, un po’ come se facesse le sue prime passeggiate, o meglio, le sue prime nuotate, immerso in quel liquido amniotico che gli dà nutrimento e lo custodisce come una guaina protettiva. Tale attività motoria, in fondo, è già un allenamento a quelli che saranno gli sforzi che dovrà intraprendere durante il parto, per venire alla luce.

In caso i movimenti non fossero troppo evidenti o, peggio ancora, non si sentissero, il medico, al quale la gestante avrà riferito la sua preoccupazione, provvederà a prescrivere un’ulteriore ecografia, per fugare ogni dubbio e comprendere perché il piccolo sia un pochino più pigro degli altri.

I compiti del papà

Ed è proprio a partire dalla diciannovesima settimana di gravidanza, cioè da quando i movimenti del feto iniziano a farsi sentire più chiaramente, che la mamma, ma anche il futuro papà, possono “entrare in contatto” con lui, attraverso dei particolari massaggi sul pancione, che il piccolo percepirà già come le prime coccole. Si tratta di una scienza che si basa sul tatto, e precisamente la aptonomia, forse la prima forma d’amore e benessere dei genitori verso il proprio bebè.

Anche la figura del papà, intorno a questa settimana, intensifica compiti altrettanto fondamentali, attraverso le carezze e la voce. Non va dimenticato, infatti, che il ruolo del papà è comunque di grande importanza durante la gravidanza della compagna, la quale ha bisogno di particolari cure da parte sua, sia concrete sia psicologiche. Un buon papà inizia ad esserlo ancor prima che il bebè nasca, senza ossessione, certo, ma con tante attenzioni ed aspettative per come la vita si sta piacevolmente trasformando.