tessuti-modaCome sarà la moda del futuro? Lo svela il giornalista  e il ricercatore Bradley Quinn che, in occasione del progetto Polimoda Textile Day tenutosi a Firenze, ha rilasciato diverse dichiarazioni sulle tendenze che da qui al 2090 toccheranno le case di moda più importanti.

Abiti tecnologici come una seconda pelle

Secondo Quinn la tecnologia sarà senza dubbio il settore che influenzerà maggiormente la moda, con il tessuto che, a poco a poco, scomparirà dai nostri armadi. L’idea più innovativa sarebbe quella di arrivare ad una sorta di superficie tessile simile alla pelle umana, capace di essere completamente digitale e di essere utile e versatile. Il cotone, dunque, assieme alla lana e alla seta potrebbero anche scomparire definitivamente da qui ai prossimi decenni, sostituito dalle più alte tecnologie che riuscirebbero a produrre abiti capaci di riscaldare o raffreddare il corpo umano a seconda delle circostanze.

Abiti spray: una fantasia realizzabile

Bradley Quinn parla anche dello shopping che, già oggi, appare sempre più proiettato verso il mondo online. Difficilmente  le persone oggi si recano nei negozi per gli acquisti poiché comprare da casa o dall’ufficio è diventato immediato, comodo e veloce. Gli abiti arrivano a casa in sole 24 ore e possono anche essere resi senza alcun problema in pochi e semplici passi. Quinn parla anche di una sua particolare idea che ha già venduto ad un’azienda, la Fabricam, ovvero di una bomboletta spray capace di creare un tessuto sulla pelle non appena viene “spruzzata”. Magia o realtà? Chi può dirlo. La teoria è senza dubbio affascinante, sebbene Quinn ci tenga a specificare che alcuni tessuti come la seta avranno di certo maggiore difficoltà a scomparire.

La moda nel 2070: un ritrovato ipertecnologico

La ricerca sui tessuti che Bradley Quinn sta facendo negli ultimi anni vuole essere anche una sorta di appoggio per tutti gli stilisti e gli appassionati di moda che conoscono perfettamente le regole del settore, lì dove il termine “tendenza” viene a volte utilizzato con troppa faciloneria e a risentirne poi sono sempre le collezioni che diventano tutte uguali oppure, ancor peggio, diventano solo delle mere copie degli anni passati. Tutto questo, secondo Quinn, si trasformerà con il cambio dei tessuti e, nel 2070, il mondo della moda diventerà una sorta di ritrovo di altissime tecnologie. Sarà vero oppure no? Ai posteri l’ardua sentenza.