fecondazione in vitro

La fecondazione in vitro è una tecnica sviluppata nel Regno Unito grazie a Robert Edwards e Patrick Steptoe. La prima nascita risale al 25 luglio 1978. Consiste nell’unire in laboratorio l’ovulo con lo spermatozoo. Una volta che avviene la fecondazione, l’ovulo viene trasferito nell’utero della madre.

I primi bambini nati da fecondazione in vitro sono Louise Brown, nata il 25 luglio 1978 a londra. Lei è il primo essere umano di tutto il mondo nato con questa tecnica. In Italia invece la prima bambina concepita con la fecondazione in vitro è Alessandra Abbisogno, a Napoli nell’anno 1983.

Nel corso degli anni è stata al centro di numerosi dibattiti di natura etica. Sono stati portati in evidenza diversi fattori come l’elevato numero di embrioni distrutti e il loro possibile utilizzo per differenti motivazioni, come la ricerca scientifica. Ancora è stata portata alla luce la possibilità di eseguire una selezione degli embrioni non strettamente legata alla salute dell’embrione. Si parla di selezione eugenetica e molti altri.

Oggi però la fecondazione in vitro è vista come un progresso scientifico bellissimo e molto utile perché permette a molte coppie che non possono o non riescono ad avere un figlio a raggiungere la gravidanza tanto attesa.

Cos’è la fecondazione in vitro

La fecondazione in vitro è un trattamento che può essere svolto solamente presso le cliniche autorizzate ed è considerato ad alta complessità.

In pratica l’ovulo e lo spermatozoo vengono uniti in vitro, cioè all’interno di un laboratorio, con lo scopo di avviare la fecondazione fuori dal corpo materno. Una volta raggiunta, l’embrione viene trasferito nell’utero con lo scopo di ottenere la gravidanza.

E’ un procedimento molto delicato, che può essere effettuato solo con la giusta stimolazione ovarica la quale deve essere tenuta strettamente sotto controllo. Lo scopo è quello di ottenere gli ovuli fecondati.

Significa perciò che la gravidanza inizia fuori dal corpo qualora la coppia non riesce ad avere un figlio attraverso l’atto fisico. Lo sperma può essere del coniuge oppure, qualora vi siano cause fisiche che lo impediscono, di un donatore.

Viene consigliata per esempio a chi ha già provato diverse inseminazioni artificiali senza successo, oppure alle donne con pochi ovuli o in età avanzata. Ancora alle donne che hanno problemi di salute come l’endometriosi, patologie tubariche o assenza di tube o quando l’uomo ha una bassa qualità spermatica.

Costi della fecondazione in vitro

I prezzi in Italia variano in base alla clinica alla quale la coppia sceglie di rivolgersi. In media comunque si parla di circa 5000 euro per il trattamento, un costo che può essere comunque dilazionato grazie a un prestito che viene richiesto direttamente attraverso la clinica.

Procedura

Vediamo adesso come funziona la fecondazione in vitro, quali sono i tempi e le varie fasi. E’ importante infatti capire come avviene e quali sono i primi sintomi dopo l’impianto.

  • Prima visita: gli specialisti analizzano il paziente e tutti i referti dei vecchi trattamenti. Viene eseguita una visita ginecologica e studiano il seme maschile. In questo modo la paziente viene indirizzata verso il trattamento più adatto.
  • Stimolazione ovarica: la paziente ogni giorni si inietta dei farmaci per la stimolazione ovarica. Tale trattamento dura circa 14 giorni e in questo periodo vengono sviluppati più ovuli, i quali poi vengono prelevati e fecondati, così da dar vita a più embrioni. I medici eseguono un’analisi della qualità di tali embrioni per eseguire successivamente il primo trasferimento in uso. Gli altri embrioni vengono criopreservati per ulteriori usi futuri.
  • Analisi successive: vengono eseguite varie ecografie e analisi del sangue per vedere l’evoluzione di questa stimolazione. Se i follicoli raggiungono le giuste dimensioni, vengono somministrate dosi di ormoni hCG così da indurre l’ovulo a maturare. Dopo circa 36 ore viene eseguito il prelievo.
  • Pick up: la paziente viene sedata e il trattamento dura circa 15 minuti. Viene aspirato il liquido follicolare contenente gli ovuli che verranno poi fecondati all’interno del laboratorio.
  • Fecondazione in vitro: viene eseguita in laboratorio la fecondazione dell’ovulo con il seme, che può essere del partner o del donatore. Può avvenire con il metodo tradizionale, cioè con delle gocce di seme così da stimolare il processo di fecondazione. La seconda è la ICSI, dove viene inserito un solo spermatozoo per ogni ovulo maturo.
  • Coltura embrionaria: vengono ricreate in laboratorio le condizioni che servono agli embrioni per crescere. Viene valutata la morfologia, la capacità e il tempo di divisione cellulare.
  • Trasferimento: quando l’endometrio raggiunge le condizioni ottimale viene trasferito il miglior embrione nell’utero grazio all’uso di una cannula. Non è necessaria l’anestesia. Gli altri embrioni vengono poi criopreservati così da utilizzarli eventualmente per un altro ciclo di trattamento.
  • Test di gravidanza: dopo 11 giorni viene eseguita l’analisi del sangue e dopo 20 giorni l’ecografia, così da valutare se è avvenuta o meno la gravidanza.

Probabilità di successo

Le probabilità di successo con la fecondazione in vitro di raggiungere una gravidanza sono piuttosto alte e promettenti. La percentuale è superiore ad altri trattamenti di riproduzione assistita come per esempio l’inseminazione artificiale. Dopo tre cicli vi è una probabilità cumulata di raggiungere la gravidanza di circa il 93%. Buona parte del risultato però dipende dalla qualità dell’ovulo, dello sperma e dall’età della madre. Sopra i 35 anni infatti la possibilità di una gravidanza si riduce velocemente.

Durante la fecondazione in vitro è davvero difficile che si presentino complicazioni. Tra i rischi infatti si annovera più che altro la possibilità di non poter raggiungere una gravidanza.

Tra gli effetti collaterali più probabili vi sono quelli dei farmaci utilizzati durante il trattamento, oppure la possibilità di una gravidanza multipla, o una gravidanza extrauterina. Infine vi sono le complicazioni chirurgiche. Gli ovociti vengono prelevati per via transvaginale e questo può comportare lesioni alla vescica, ai vasi sanguigni e all’intestino. Sono gli eventi più gravi ma allo stesso tempo rarissimi.

Differenza con fecondazione assistita

Come abbiamo visto nel corso dell’articolo la fecondazione in vitro avviene in laboratorio, cioè fuori dal corpo della donna. Viene prelevato l’ovulo e lo sperma e grazie a un complesso lavoro di precisione vengono usati per la fecondazione in laboratorio.

Nell’inseminazione artificiale viene invece richiesto all’uomo un campione di sperma e cellule spermatiche vengono isolate dal liquido seminale in laboratorio. Le cellule vengono poi inserite nella parte superiore dell’utero con una manovra indolore. Vengono inserite in una quantità superiore fino a 100 volte, così che possa raggiungere l’ovulo e fecondarlo. Alcune volte vengono eseguiti trattamenti per la stimolazione ovarica. Raddoppiano le possibilità di una gravidanza.