Embrione a 3 settimane

 

Durante la terza delle quaranta settimane di gravidanza, oltre all’emozione ed alla gioia per la notizia della nascita in arrivo…è già possibile avvertire i primi sintomi al corpo e all’umore della futura mamma, essendo il periodo in cui avvengono concepimento ed ovulazione, e i momenti di sviluppo dell’embrione.

 

I primi cambiamenti dell’attesa

La maggior parte delle donne non sa ancora di essere incinta fino ai primi giorni della 3° settimana, se non addirittura oltre. Molte gestanti, infatti, non avvertono cambiamenti nel proprio corpo, anche perché in questi primi giorni il concepimento è appena avvenuto. Al limite, potrebbero riscontrare perdita dell’appetito e, di conseguenza, anche di peso, oppure, al contrario, ci si potrebbe sentire più gonfia o leggermente ingrassata, in preda ad una fame sospetta.

In alcune altre donne, invece, è già possibile si manifestino alcuni segnali, a partire da sintomi “chimici”, come l’interruzione del ciclo mestruale, già sette giorni dopo la fecondazione, ma non solo: sbalzi d’umore, stanchezza, sonnolenza diurna, tensione al seno, nausea o vomito al mattino, sono tanto frequenti quanto riconoscibili di una situazione di gestazione, provocati soprattutto dai cambiamenti ormonali in atto nell’organismo della donna, che hanno una funzione ben specifica, poiché servono ad impedire che l’embrione venga espulso dall’utero.

Con la 3° settimana di gravidanza, il corpo della donna inizia a produrre estrogeni e progesterone, gli ormoni responsabili della maggior parte dei cambiamenti che il corpo subirà nel corso dei nove mesi. Certo, ancora non si nota quello che sarà il più evidente, vale a dire la crescita della pancia, ma ben presto la futura mamma dovrà, quasi senza accorgersene, vestire abiti più comodi, pre-maman, e sarà allora che la gravidanza sarà ancora più sentita ed emozionante.

 

Sintomi e manifestazioni riconoscibili e piccoli consigli per combatterli

Una delle prime cose da fare in questi giorni iniziali è prendere nota del proprio peso per poter seguire in che misura si ingrasserà nel corso dei nove mesi, durante i quali il seno potrebbe essere teso e piuttosto frequentemente dolente, ed aumentare di dimensioni.
E’ importante poi, già in questo primissimo periodo, impostare uno stile di vita più sano possibile, proprio perché la formazione degli organi del feto avviene subito, tra il primo e il secondo mese di gravidanza, ed è quindi fondamentale rilassarsi, vivere il più possibile in luoghi sani e puliti e mangiare in modo equilibrato.

 

Ma cosa succede nel corpo della futura mamma?

Il momento con cui la nuova vita si crea nella parete uterina viene chiamato impianto: da questo momento, le cellule della placenta iniziano a produrre l’ormone specifico della gravidanza, l’hCG, il cui livello nel sangue continuerà ad aumentare più o meno sino alla dodicesima settimana, quando si stabilizzerà, oppure comincerà a calare, e più sarà alto il livello di hCG, maggiore saranno i sintomi della gravidanza. Già dopo un solo giorno dalla fecondazione, l’ovaio produce una proteina chiamata Early Pregnancy Factor (EPF), la cui funzione è importantissima, poiché deve far in modo che l’embrione (ancora non si può parlare di feto) non venga identificato dal corpo come un elemento estraneo, da eliminare.

 

Quali sono i sintomi da impianto?

Nel corso della terza settimana, potrebbero verificarsi dei leggeri sanguinamenti, chiamate “perdite da impianto”, o anche spotting, non paragonabili ad una mestruazione, di colore rosato o marroncino, di regola non dolorose. Inoltre, si può riscontrare un aumento della temperatura corporea e, di rimando, una diminuzione nella consistenza del muco cervicale. Ovviamente, in caso di crampi persistenti o dolori forti, sarà necessario rivolgersi ad un ginecologo, al fine di controllare la regolarità della gravidanza in quello che è, forse, il periodo più delicato, e scongiurare una gravidanza extrauterina o, peggio ancora, una minaccia d’aborto.

Potrebbero presentarsi anche altri sintomi, come una necessità frequente di andare in bagno, dovuta all’aumento degli ormoni ed alla pressione del volume uterino che spinge contro la vescica, o nausea, specie mattutina, indolenzimento del seno, voglie alimentari, affaticamento, sbalzi d’umore: vorremmo però precisare che, se alla 3° settimana, comunque non si riscontra nessuno di questi segnali, o qualcuno solo in parte, non bisogna certo preoccuparsi, poiché ogni gravidanza è soggettiva, nei tempi e nei modi, e quindi la parola d’ordine per tutti e nove i mesi sarà sicuramente “niente allarmismi”!

 

E il piccolino…come si sta formando?

Sinora abbiamo pensato alla futura mamma, ai suoi sintomi e alle reazioni del suo corpo all’inizio della gravidanza: ma al bebè, in fondo il protagonista di questa bella “storia”, cosa succede in questi primi giorni di concepimento? Innanzi tutto, dobbiamo sapere che si forma una fase embrionale, la blastocisti, che misura circa 0,1/0,2 mm, un raggruppamento di cellule che si colloca nel tessuto uterino, da cui avrà il nutrimento durante la gestazione. Le cellule dello strato più esterno, poi, andranno a formare la placenta, il cordone ombelicale e la cavità dove alloggerà il liquido amniotico, mentre altre, fra le più centrali, si svilupperanno in embrione.

Ma brevemente, come nascono le caratteristiche di un embrione, o meglio di un bambino? L’ovulo e lo spermatozoo, ciascuno, contengono 23 cromosomi che, unendosi, si combinano, andando a formare lo zigote, composto dal totale dei maschili e femminili, cioè 46. Nel momento in cui l’ovulo viene fecondato, si determina il sesso del nascituro, ed anche altri tratti importanti, come il colore dei capelli, quello degli occhi ed addirittura la corporatura.

 

Esami e consigli nella 3° settimana di gravidanza

Al termine di questa terza settimana, l’embrione, che come abbiamo visto misura al massimo 0,2 mm, non è individuabile dagli esami classici a scansione come l’ecografia e dunque al momento gli esami per il rilevamento della regolarità della gestazione sono rappresentati da due valutazioni, delle urine e del sangue, per stabilire i livelli di hCG.

Sin da questa fatidica settimana, consigliamo, prima di sottoporsi per qualunque cura a radiazioni, di informare della gravidanza, certa o anche solo presunta, il personale sanitario addetto, al fine di far stabilire se e come procedere. Sarà sicuramente buona regola anche evitare di stare nelle vicinanze di sostanze dannose, come i pesticidi, che potrebbero interferire con la divisione cellulare, o con persone affette da particolari malattie infettive. Un altro buon consiglio riguarda anche l’assunzione di vitamine tipiche “prénatal”, a base di acido folico, utili per prevenire buona parte dei difetti relativi a cervello e midollo spinale, che potrebbero determinarsi durante le prime settimane di nascita.