Sembravano una grande comodità. Quando sono arrivati sul mercato, i pannolini usa e getta hanno fatto la gioia di milioni di mamme: queste non credevano all’idea di poter smettere di lavare quintali di panni dall’odore non proprio gradevole. Si può dire che il pannolino di stoffa fosse, tra gli oggetti  del bambino -che pure sono tutti preziosi per le mamme e i papà – quello meno amato.

Come tutte le cose, anche gli usa e getta hanno pro e contro. I contro riguardano innanzitutto il portafogli, su cui la spesa per i pannolini ha un peso significativo, perdipiù per un periodo piuttosto lungo: i bambini infatti iniziano a rendersi autonomi verso i due anni, e a volte sono necessari anche tre anni.

Un secondo problema riguarda il sacco della spazzatura: tutti i genitori hanno memoria di enormi buste di “materiale pericoloso”, smaltite in segreto per non essere notati dai vicini: questi infatti potrebbero non gradire l’idea di partecipare a simili gioie familiari troppo da vicino.

Negli ultimi tempi esiste un’alternativa: una nuova generazione di pannolini lavabili, che sono molto ingegnosi nella formula, comodi per il bambino e pratici da usare. La mutandina esterna è del tutto simile a quella degli usa e getta, ma è fatta di materiali lavabili, naturali (come flanella, spugna di cotone o canapa) o sintetici come il pul, una microfibra di poliestere. All’interno c’è un tessuto assorbente, e un velo monouso per raccogliere le feci. Questo è l’unico rifiuto che si produce con l’utilizzo dei lavabili, molto meno voluminoso dei pannolini che vengono buttati via tutti interi.

I pannolini devono essere cambiati ogni due-tre ore, con più frequenza rispetto agli usa e getta, poichè la capacità assorbente è minore. Per il lavaggio bisogna seguire scrupolosamente le istruzioni, poichè le modalità sono diverse a seconda del tessuto. Può darsi che resti qualche alone, ma questo non compromette la sicurezza e l’igiene.

I vantaggi sono innegabili dal punto di vista della spesa, che viene ammortizzata in breve tempo, e dell’ambiente: si calcola infatti che nell’arco dello sviluppo di ogni bambino venga prodotta circa una tonnellata di rifiuti, soltanto sotto forma di pannolini.

Se non prevedete di fare altri bambini, potreste perfino farveli prestare da altri genitori che li hanno già smessi. Si sa che la rete delle mamme è uno dei mercati dell’usato più fiorenti: le buone pratiche iniziano anche da un pannolino!