35 settimane

Sta per cominciare l’ultimo mese di gravidanza, gioia ed ansia si alternano, ma sempre con la giusta misura. Con la trentacinquesima settimana l’età gestazionale si posiziona proprio fra il termine dell’ottavo e l’inizio del nono mese, senza dubbio il più desiderato da mamma e papà, che non vedono l’ora di stringere fra le braccia il loro bebè.

Cosa cambia nella mamma?

Ancora una volta ci ritroviamo a parlare del peso della mamma (superiore, talvolta, anche ai 12 kg dall’inizio della gestazione) e del suo rotondo e bellissimo pancione, che crea sempre il fastidioso mal di schiena con cui ha imparato, suo malgrado, a convivere e che, comunque, sta per terminare. Allo stesso modo, i classici dolori sotto la pancia e la sensazione di pancia dura, pur se continuamente ripetuti, avranno certo, allo stesso modo, termine a breve, con la nascita del bimbo. Anche in questo ultimo periodo, l’utero continua a crescere e a creare uno spostamento degli organi interni, oltre ad una compressione del diaframma e sulla vescica. A causa di ciò, la mamma avverte un continuo senso di affanno, ed anche il bisogno di urinare molto spesso, accompagnato da piccole perdite involontarie, fastidiose ma normalissime e che non devono impensierire.

Il sangue in circolo, inoltre, aumenta la sua quantità e, di conseguenza, anche il lavoro del muscolo cardiaco, poiché deve pompare energia vitale per due. Anche questo elemento causa un’ulteriore fatica per l’apparato respiratorio, che lavora in simbiosi con l’apparato circolatorio. Inoltre, a causa del pancione, il torace non ha più possibilità di estendersi in modo naturale e, pertanto, per far entrare la giusta quantità di aria, la mamma deve compiere un maggior numero di atti respiratori.

Come cresce il bambino?

L’aspetto del feto ora è davvero già molto simile a quello che avrà alla nascita: il suo peso gravita intorno ai 2,5 kg, e la lunghezza è di circa 47 cm. In maniera buffa, ma sicuramente dolcissima, una delle sue attività preferite è succhiarsi il pollice, esattamente come farà dopo la nascita e come i genitori se lo stanno da tempo immaginando…Al di là dell’aspetto tenero di questa attività, risulta comunque importante per prepararsi all’allattamento.

Nel suo corpicino prosegue l’espansione degli alveoli polmonari, ed anche il sistema nervoso continua a creare le sinapsi (connessioni) che gli permetteranno di reagire agli stimoli ambientali. Allo stesso modo, l’ossificazione dello scheletro procede nel suo percorso mentre risulta ormai definito l’apparato urinario, con i reni che funzionano a pieno ritmo.

Movimenti fetali

Adesso il piccolo occupa gran parte dello spazio all’interno dell’utero e quindi i movimenti fetali sono sempre più ridotti. Continua a dormire per quasi tutto il tempo e, a causa del minore spazio, i movimenti a cui la mamma si era abituata negli ultimi mesi lasciano il posto ad attività più blande, come aprire e chiudere gli occhi, semplicemente assecondando i cicli di sonno e di veglia. E’ comunque indispensabile monitorare i movimenti, considerando che, come media, se ne dovrebbero sentire almeno dieci in un paio di ore. Al di sotto di questa soglia, è consigliabile far presente tale silenzio al proprio ginecologo, per uno degli ultimi controlli gestazionali.

Ricordiamo che, pur se la gravidanza si è svolta senza complicazioni, durante questa trentacinquesima settimana la futura mamma viene comunque monitorata per controllare se il piccolo si presenta nella corretta posizione e, soprattutto, se la mantiene: in ogni caso, potrebbe rimanere podalico anche fino a pochi giorni dal parto, per poi cambiare all’improvviso, a beneficio di un parto naturale.

Nel caso di gravidanza gemellare

Il 35% delle gravidanze gemellari, a questa settimana, potrebbe già anche essere terminato, a dispetto del solo 5% dei parti singoli. Questo perché, come sappiamo, in caso di attesa di più di un bambino, il parto è spesso molto più prematuro, anche fino a 5/6 settimane prima delle canoniche 40.

Nell’eventualità di parto gemellare, quasi totalmente viene consigliata ed eseguita la modalità in cesareo, anche perché spesso, pur se uno dei due feti assume la corretta posizione cefalica, per motivi di logico poco spazio l’altro si presenta in diverso assetto, obbligando in questo caso la decisione finale. Non c’è comunque nulla di preoccupante, considerando peraltro che negli ultimi anni sono stati fatti passi da gigante in questo tipo di interventi, senza alcun rischio né conseguenza per mamma e bambini che, anzi, nascono così in maniera più rilassata e senza sforzi. Ad ogni modo, qualunque sarà il tipo di parto previsto, la mamma in attesa di due gemelli, anche in questo ultimo mese, dovrà sempre tenere sotto controllo in maniera particolare la pressione arteriosa che, nella gravidanza gemellare, tende a soffrire di innalzamenti e sbalzi continui.

Partorire alla 35esima settimana

E se dovesse avvenire ora, non dovremmo preoccuparci troppo, poiché il piccolo, intorno a questa settimana, ha praticamente concluso lo sviluppo delle sue funzioni vitali e dunque, il problema principale, sarebbe forse solo trovare una tutina più piccola…Battute a parte, partorire alla 35esima settimana indica una forma di parto prematuro, o pretermine, denominato “tardivo” (fra la 34esima e la 37esima settimana di gestazione), e che presenta una possibilità di sopravvivenza per il bambino molto alta, praticamente al 99%, con nascituri che, dopo i primi giorni un po’ più delicati, ma comunque sotto controllo ospedaliero, non presentano differenze fisiche con i bebè nati a termine. Semplicemente, hanno voglia di farsi sbaciucchiare 5 settimane prima.

L’aspetto forse più importante per la mamma, in questa fase, è ascoltare i messaggi che trasmette il corpo: è fondamentale riconoscere le vere contrazioni da quelle preparatorie, così come distinguere una normale perdita di urina, molto frequente nell’ultimo mese, dalla perdita di liquidi dovuta alla rottura precoce delle membrane. Ascoltare la propria pancia è importante, così come l’istinto materno. Inequivocabile.

I compiti del papà

Numerosi sono gli interrogativi che accompagnano il percorso della gravidanza e, anche se ormai volge al termine, non è certo possibile ignorarli. Oltre tutto, è assodato, non riguardano soltanto la futura mamma, ma anche i papà non ne sono certo immuni, anzi! La gravidanza è un carico di emozioni, da dividere esattamente in due: gioia ed entusiasmo, certo, ma anche qualche timore e preoccupazione. E, a questo punto, è possibile ipotizzare che, nella coppia, la persona più agitata e ansiosa sia proprio il papà.

La nascita di un bambino, in effetti, è uno degli eventi più importanti (se non in assoluto il primario) nella vita a due, un avvenimento che cambia radicalmente l’esistenza e, forse, sono proprio gli uomini, e quindi i papà, a temere maggiormente di non essere in grado di svolgere al meglio il nuovo ruolo di genitore. Altre volte, invece, la sensazione è sentirsi esclusi dalla perfetta simbiosi fra mamma e figlio, come se il papà fosse il classico “terzo incomodo”.

Ovviamente, non è così, né in un caso né nell’altro: l’ideale, però, è parlarne, confidarsi, magari commuoversi, ma sempre insieme. È estremamente necessario affrontare queste preoccupazioni prima dell’arrivo del piccolo, per arrivare più consapevoli e preparati al parto e al lieto evento, eventualmente anche attraverso il confronto con altre coppie e nuove famiglie.

E comunque, il papà, non creda di sfuggire al corso per cambiare il pannolino con la scusa delle preoccupazioni…