esami per sapere se si è fertili

Il sogno di molte persone è quello di avere un figlio. La maternità e la paternità sono avvenimenti felici, vissuti spesso come un nuovo inizio. E’ il momento in cui la famiglia si allarga grazie all’arrivo di un bambino. Rimanere incinta però non è qualcosa di così semplice come vi è la tendenza a credere. Molte donne infatti, quando decidono di avere un figlio, scoprono che non è così facile e possono passare anche diversi mesi prima di riuscirci. Il medico in questo caso consiglia esami per vedere se si è fertile, sia per lui che per lei.

Se in passato la mancata gravidanza veniva vista esclusivamente come colpa della donna, oggi sappiamo bene che non è così. Anche l’uomo infatti può avere dei problemi a concepire un figlio. Per fortuna oggi ci sono degli esami di fertilità per la coppia. In questo modo di può vedere dov’è il problema, se realmente esiste, e quali sono eventualmente in caso di infertilità le soluzioni per poter avere ugualmente un figlio.

Perché una donna possa rimanere incinta devono esserci le condizioni giuste. Prima di tutto deve avvenire l’ovulazione e in questo periodo occorre che vi sia il rapporto sessuale completo. Il periodo ideale per rimanere incinta è di 24 ore ma si allarga a un paio di giorni prima e dopo.

L’uomo invece deve avere gli spermatozoi attivi e in numero elevato. Solo così può fecondare l’ovulo. Allo stesso tempo nel corpo della donna deve avvenire la giusta produzione di progesterone e le tube di Falloppio devono essere aperte e in buona salute.

La possibilità che una donna resta incinta, se tutte queste condizioni sono presenti, è di circa il 25%. Circa una possibilità su quattro. Per questo un tempo considerato normale perché la fecondazione avvenga è di circa 4 mesi.

Esami per sapere se sei fertile: perché farli

Le statistiche parlando di circa 4 mesi di tempo di attesa. E’ vero però, come i fatti di vita quotidiana dimostrano, che è altrettanto probabile che una donna resti incinta dopo un solo rapporto sessuale occasionale, così come che possa metterci più tempo anche in assenza di problemi di salute più o meno gravi.

Se entrambe le persone nella coppia sono fertili e hanno rapporti sessuali regolari e senza che facciano uso di anticoncezionali, statisticamente parlando la gravidanza inizia entro un anno. Però anche se entrambi godono di perfetta salute dal punto di vista della fertilità, possono ugualmente impiegarci anche fino a due anni. Sono molti però iniziano a preoccuparsi di non poter avere figli se dopo due o tre mesi di tentativi ancora non raggiungono la gravidanza desiderata.

Gli esami di fertilità permettono di capire se entrami o uno dei due partner ha problemi di fertilità più o meno seri. L’infertilità in realtà è un problema che riguarda circa il 15% delle persone. Le cause sono tante. Per esempio l’età, la mancanza di ovulazione, malformazioni congenite, infezioni, lo stile di vita, le cattive abitudini, il sovrappeso etc.

Esami ormonali per la fertilità femminile

Il primo esame per valutare la fertilità femminile è quello dell’analisi del sangue. Deve essere effettuato al terzo giorno di ciclo. In questo modo il medico può eseguire una valutazione della riserva ovarica, della regolazione del ciclo mestruale e della prolattina.

Attraverso l’esame è possibile vedere se è avvenuta l’ovulazione, in questo caso l’esame del sangue deve essere svolto sette giorni prima della data in cui arrivano le mestruazioni.

Tra gli esami per sapere se si è fertili vi è anche l’ecografia. Si tratta di un test importantissimo per valutare qual è la situazione di benessere dell’apparato riproduttore. Per esempio se la donna ha cisti ovariche, fibromi, oppure soffre di ovaio policistico, potrebbe avere problemi più o meno importanti a rimanere incinta.

Infine un altro test che può essere svolto è quello del tampone vaginale, grazie al quale è possibile vedere se la donna soffre di clamidia. Tale infezione infatti rappresenta una possibile complicazione, perché può ostruire le tube di Falloppio, fattore che impedisce il concepimento.

Un test che può essere eseguito come ultima carta, qualora non sembra che vi siano problemi di fertilità femminile, è quello dell’isterosalpingografia. E’ un esame invasivo, però può rivelarsi utile perché verifica la salute delle tube.

Esami per la fertilità maschile

L’esame per valutare la fertilità dell’uomo è lo spermiogramma, cioè l’analisi del liquido seminale. In pratica viene valutata la qualità e la quantità degli spermatozoi. Lo specialista perciò verifica la forma degli spermatozoi, la loro motilità e il numero. Le caratteristiche chimico-fisiche analizzate sono: il colore e l’aspetto, il volume, la fluidificazione, la viscosità, il pH e la presenza delle sostanze chimiche come per esempio il fruttosio.

Per quanto riguarda invece le caratteristiche microscopiche sono analizzate: la motilità, la concentrazione e la morfologia degli spermatozoi. Senza considerare l’eventuale presenza di altre cellulare, come per esempio i globuli bianchi e quelli rossi.

Lo spermiogramma è in definitiva la prima e più importante indagine diagnostica per valutare la fertilità maschile. Se i risultati sono buoni però non è detto che possa avere figli. Occorre infatti eseguire anche l’esame colturale per verificare se vi sono infezioni come la candida, un’infezione da stafilococco, la clamidia etc.

Qualora dopo questi test l’uomo non riesce ad avere figli, probabilmente il medico inizierà a offrire consigli al proprio paziente su come modificare lo stile di vita così da aumentare le possibilità di concepimento.

Costi esami di fertilità

I costi degli esami di fertilità maschile riguardano principalmente quello dello spermiogramma. Il prezzo va in genere dai 15 ai 110 euro. Questa grande differenza varia in base al fatto se il test eseguito è semplice oppure completo.

Vi sono in realtà anche dei test da fare in casa, il cui prezzo minimo in genere è di 30 euro fino ad arrivare a un 50 o 55 euro.

Per quanto riguarda i costi degli esami di fertilità femminile invece, indicare le fasce di prezzo diventa difficile perché molto cambia dal tipo di esame, la quantità di informazioni che si vogliono ricevere, se ci si affida a un centro di salute pubblico o privato etc. Perciò la cosa migliore è domandare al proprio medico le soluzioni e i relativi costi.