bottegaPrimo punto: il ritorno all’artigianato.

Secondo punto: le donne.

In un periodo di crisi come questo possono acquistare nuovo smalto i mestieri e, se si ha un buon livello di determinazione e voglia di imparare, l’accostarsi di nuove leve ad artigianato e botteghe, farà sì che quei luoghi polverosi ed antichi, dove le mani callose di artigiani lavorano, risplendano di nuova luce.
Occorre ingegnarsi, di questi tempi più che mai, ed evitare di destinare all’oblio l’artigianato.
La buona risposta è un periodo di formazione: andare a bottega per 6 mesi e ricevere una retribuzione di 500€ al mese. Lo scopo è riportare i giovani in bottega.
Si è previsto che le aziende che abbiano aderito al progetto, contribuendo alla formazione di giovani e giovani donne, ricevessero in cambio una donazione di 250€ mensili per ciascun tirocinante avviato.

Un esempio in questo senso è stato il Progetto “Addetta alla Tessitura”, presentato dalla Fondazione “Le Costantine” (Lecce). Le esigenze di base: la formazione di figure professionali nel campo degli antichi mestieri e la creazione di nuova occupazione femminile nelle imprese artigiane di qualità. Perpetuare la trasmissione generazionale dei mestieri a rischio di estinzione, ridare slancio all’artigianato e alle imprese del settore, questi gli obiettivi che si fanno cogliere in modo chiaro.

Il laboratorio di tessitura presso la Fondazione conta una tradizione artigianale tutta al femminile che risale agli inizi del ‘900.

Altre iniziative simili riguardano i progetti di 51 “Botteghe di mestiere”, approvate e finanziate in tutta Italia dal Ministero del Lavoro. Un programma nazionale che è stato sostenuto dal Fondo Sociale Europeo ed operativamente gestito da Italia Lavoro, per favorire l’inserimento nel mercato del lavoro dei giovani, attraverso la promozione del contratto di apprendistato. L’iniziativa prevedeva l’individuazione di veri e propri modelli di “Bottega di Mestiere”, in grado di favorire la trasmissione di competenze specialistiche verso le nuove generazioni.

Sempre sulla via dell’artigianato e della sua rilevanza è stata ideata una nuova applicazione per Iphone, “Artour Toscana. The Craft Itineraries”, che consiste in un viaggio virtuale nel mondo dell’artigianato toscano. Il progetto è realizzato da Artex, il centro per l’artigianato artistico della Regione.

La nuova applicazione è scaricabile gratuitamente da Apple Store e offre la possibilità di arricchire un week end o una vacanza in Toscana, scegliendo tra più di 90 itinerari dell’artigianato, dedicati alle lavorazioni, sia tradizionali che innovative, di oltre 300 imprenditrici e imprenditori toscani del settore.
Gli itinerari proposti sono sia tematici che geografici. Il centro storico di Firenze vanta 21 itinerari artigiani: le botteghe orafe, le botteghe dell’argento, l’arte del mosaico; Siena ne ha 13, tra cui il caratteristico tour su Il cristallo a Colle Val d’Elsa; Arezzo 9. Tra i percorsi tematici vi è quello del tessuto a Prato, della ceramica a Montelupo, dell’alabastro a Volterra.

Poi riportiamo di seguito le storie di quattro giovani donne artigiane. Tra loro c’è chi decora la stoffa e il legno, chi realizza gioielli con delle esche e dei mattoncini Lego, chi usa piume e rametti per complementi d’arredo dal sapore bucolico e chi si inventa una nuova linea di t-shirt traendo ispirazione da un gioco dei figli. Ingegno e passione sono alla base della loro attività e delle soddisfazioni ottenute.

I loro nomi: Francesca Monti per la decorazione artistica; Francesca Heusser autrice di una collezione di t-shirt, con lei la maglietta diventa espressione giocosa dell’individualità di ogni bambino; Marcella Rigamonti realizza complementi di moda e collabora con Laura Madaschi che crea oggetti, dipinge ceramica, legno e tessuti; Isabella Fratus realizza ghirlande in legno, complementi d’arredo in stoffa, tutti materiali naturali: piume, tessuto, ma anche ferro e ceramica.

Le donne devono trovare il loro spazio, ed in bottega possono dare libero sfogo alla loro manualità e creatività.